Marzo-Aprile-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 12 parere anche dell’UCIIM è soprattutto un percorso. Perché sottolineo il tema del- l’educazione come percorso? Lo sottolineo come antidoto a una moda, a mio avviso, perversa che è quella dell’educazione come successo, sono contenta di avere sentito i nostri politici parlare di qualità e non più di successo. Purtroppo la parola successo for- mativo, educativo pur apprezzabile, è di- ventata troppo uno slogan fino a far quasi dimenticare il concetto di educazione come percorso e quindi continuo anche dell’adul- to che non cessa mai di essere compagno dei più giovani nella costruzione della cono- scenza. Mi spiace non ci sia più il ministro Berlinguer, con il quale comunque ho fatto a suo tempo un lungo percorso intorno alla presenza/assenza del latino nella scuola su- periore. Il percorso di conoscenza non può che essere anche di autoconoscen- za di autoco- scienza, di ac- quisizione, di consapevolezza e di assunzione di responsabili- tà. Senza e nulla dimenticare la dimensione sto- rica. Cito la di- mensione storica perché in questi giorni sono pro- fondamente ferita, come penso tutti noi, dalla pratica di distruzione, che avviene nel cosiddetto stato islamico, di monumenti e di memorie. Questa furia dissennata di- strugge un orizzonte storico, non sono in grado di capire il perché, ma comunque mi sembra importante, come contraltare, offri- re nella nostra scuola il valore dell’orizzon- te storico, perché i giovani possono costrui- re un’identità soltanto riconoscendo le radi- ci sotto forma di appartenenza, non di una sorta di aggiunta culturale imposta dalle ge- nerazioni precedenti. Ecco questo senso di appartenenza che per noi è, ovviamente, anche ai valori cristiani, europei e demo- cratici. Mi sembra che un epoca così tragica come quella attuale, è vero ha detto il no- stro carissimo amico Desideri, è un’epoca complessa, io la vivo come tragica per que- ste situazioni, che mi toccano profonda- mente e mi sembra che solo attraverso una forza per l’educazione a scuola si possa ri- trovare la dignità di un modo civile di stare a questo mondo senza per questo contrap- porsi, ma semplicemente recuperandone la profondità. Non riesco a sopportare che si parli di martiri per persone che uccidono altri men- tre si immolano. Ora noi sappiamo che cosa vuol dire immolarsi sulla croce, ma chi si è immolato sulla croce per noi lo ha fatto per noi e non contro di noi. Il senso dell’UCIIM è anche di contrastare tutto ciò che è disu- mano e che si allontana dalla profondità, come è stato detto dalla Presidente Cande- la, della persona e tutto questo va sempre ricordato quando si fanno scelte educative, in- tendo anche scelte curricolari di tematiche piuttosto che al- tre, di figure piuttosto che al- tre, di studi di letture… non posso non sotto- lineare l’impor- tanza del ridare valore semantico e specifico ad un lessico che sta perdendo i connotati e scolo- rendo piano piano. Voglio concludere, ho pensato ad un au- gurio per l’UCIIM che tenga anche conto di un ultimo dibattito sul merito, non merito stipendio, e mi sembra di poter dire questo agli insegnanti di oggi: auguro loro di rico- noscersi con gioia, di apprezzarsi perché più delle volte ci dimentichiamo di chi siamo e non ci apprezziamo, mentre la nostra moti- vazione è forte, importante e non possiamo farne a meno. Voglio anche augurare che gli insegnanti sempre sentano l’educazione co- me un valore e anche la loro formazione continua come un valore e sentano anche la didattica non come una tecnica, ma come un arte.

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