Marzo-Aprile-2015
UCIIM, SPAZIO DI INCONTRO Maria Teresa Lupidi Sciolla, Presidente emerito UCIIM G razie a tutti voi, non vi nascondo che, pur facendo parte dell’UCIIM dal 1974, la preparazione a questo incon- tro è stata per me molto emozionante e pro- va della mia emozione è che non riuscivo a trovare un titolo per la prima pagina del mio intervento, ma sono stata aiutata da una persona molto autorevole e meravigliosa: Papa Francesco. Voi mi direte «come è suc- cesso tutto ciò?». Avevo pensato come titolo «Un UCIIM presente» il che voleva dire ciò che hanno detto tutti finora, cioè un UCIIM che dal 1944 si proietta nel 2044 ecc. Ma non mi piaceva abbastanza perché un UCIIM presente trascurava un po’ il futuro. Ho sentito un intervento del Papa che esortava i cristiani a lavorare attivamente per il mondo di oggi per la società, per il bene e diceva «Create degli spazi di incon- tro». Ecco il mio titolo «l’UCIIM, spazio di incontro». Veramente abbiamo questo stru- mento meraviglioso che è uno spazio di in- contro, se non ci fosse dovremmo costruir- lo, ma grazie a Dio ce lo abbiamo. Sentivo l’onorevole Centemero che parlava di auto- nomia e di istituzioni, l’UCIIM spazio di in- contro, è un luogo di supporto, di dibattito, di sostegno, di proposta per le istituzioni. Sono un’insegnante di lettere, fatemi ricor- dare il mio amato Luzzi, l’UCIIM è un cro- giolo di futuro in cui l’autonomia viene vis- suta, approfondita ed esercitata. È un luogo di vita vissuta, ecco perché anche l’UCIIM, non lo nego, ha i suoi problemi, parlo per la mia Regione Piemonte, di calo associativo, di minor affezione partecipativa perché è un luogo di vita e oggi ci pone notevoli pro- blemi che noi come associazione cerchiamo di affrontare e di risolvere, ma soprattutto di comprendere. Se l’UCIIM è uno spazio di incontro è un luogo di passione, permette- tevi di dire di compassione facendo l’etimo- logia della parola di vivere e soffrire, amare e partecipare, costruire e creare insieme. È un luogo di vita piena e profonda nella novi- tà, ma anche nella memoria, nasce con un dna, che accresce, si trasforma nell’am- biente e nell’incontro con gli altri. Oggi in un mondo in cui occorre il pane della soli- darietà, l’UCIIM è un grandissimo valore. È stato detto che è un luogo in cui si la- vora per «educare», ma si lavora anche per «educarsi». Sappiamo che nessuna persona che sta con gli altri può educare se non si educa continuamente, perciò mi è caro ri- cordare uno dei più grandi maestri che par- lava di pedagogia della povertà, non in sen- so di storia della pedagogia, ma etico, che nulla si può fare per gli altri se prima non si ha la forza di approfondire se stesso. Nell’UCIIM ci sono quindi presenze co- stanti e fortissime: i giovani, gli insegnanti e dirigenti e, se mi permettete, non è il luogo dove si pensa la Buona scuola, ma do- ve si fa la Buona scuola. Secondo me, il pas- saggio dalle linee guida del Governo al Dise- gno di Legge, deve essere questo a mirare a fare la Buona scuola e sappiamo che tanti di noi nelle loro classi oppure come nel caso mio, che non sono più a scuola, vogliamo che la Buona scuola avvenga e sia fatta. Si diceva l’educazione come una risposta alle esigenze e l’educazione a mio parere, ma a 11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015
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