Marzo-Aprile-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 8 SALUTO DI GIUSEPPE DESIDERI Giuseppe Desideri, Presidente nazionale AIMC N on potevo assolutamente mancare, quando un fratello maggiore festeggia un’occasione come questa, anche il fratello un po’ più piccolo, perché noi del- l’Aimc siamo nati nel 1945, fa tantissimi au- guri all’UCIIM. I primi settant’anni sono un occasione fondamentale per riflettere sicu- ramente sul percorso che si è fatto e lo ave- te fatto enorme, che non è scritto solo nei verbali e nei testi dell’Associazione, ma è nella storia della scuola italiana. Il ruolo dell’UCIIM è stato fondamentale nel sistema scolastico di istruzione culturale di questo Paese e quindi un grazie ve lo porgo come Presidente dell’Aimc, ma ve lo dovrebbe ri- volgere anche tutto il Paese. Avete fatto tantissimo, quello che dico anche ai soci dell’Aimc, perché pure noi festeggeremo i settant’anni, che non bisogna guardare a questi settant’anni soltanto come a set- tant’anni fa, ma guardarli come se fossero fatti da ieri, da oggi. Oggi siete riuniti qui, noi dell’Aimc per una combinazione siamo in un altro posto a fare un Convegno, questo significa che siamo vivi e attivi, che ci sia- mo, nonostante tutto. Viviamo la difficoltà del momento come mondo dell’associazionismo, ma ricordo sempre ai soci dell’Aimc e anche a voi, che quando nel ’44 il vostro fondatore Nosengo diede vita all’UCIIM e quando nel ’45 la Ba- daloni con Carlo Carretto diedero vita al- l’Aimc, girando il Paese mentre c’era la guerra, quelli erano momenti difficili, que- sti sono momenti complessi e nella com- plessità c’è bisogno di corpi associati forti da un punto di vista culturale della riflessio- ne, che agiscono e non si nascondono, esco- no fuori e hanno la forza della proposta. È stato ricordato dagli ex-ministri, dal sottosegretario e dall’on. Centemero che oggi è una giornata importante perché vie- ne presentato il disegno di legge e innanzi- tutto lo spero realmente perché siamo in attesa e in trepidazione. Questo disegno di legge ha delle note diverse da quello che è stata la proposta della Buona scuola, se- condo me, ha qualche traccia dell’impegno dell’associazionismo professionale perché in questi mesi, noi associazione professio- nale ed anche altri, qualche suggerimento abbiamo provato a darlo. Probabilmente il testo che oggi sarà presentato qualche esi- to di quella riflessione che abbiamo fatto e offerto ai decisori politici probabilmente ce l’avrà, ma questo non ci deve soddisfare, anzi adesso inizia ancora di più il momento della proposta, dialogo e confronto in cui sicuramente l’UCIIM sarà la protagonista, come lo è sempre stata nelle grandi rifor- me. Non bisogna pensare agli elementi di criticità e stanchezza. Per quanto riguarda la mia associazione, se guardo indietro ed ai numeri di settant’anni fa, un po’ mi sen- to in una situazione di diminutio , ma se penso al ruolo che oggi abbiamo come asso- ciazione professionale penso che forse set- tant’anni fa e nei decenni precedenti era più facile essere associazione. Nel contesto attuale è molto più complesso perché man- ca la cultura dell’associazionismo, che in- vece era alla base della nascita delle no- stre associazioni, manca la cultura dello stare insieme, senza un interesse specifico ed economico particolare. Allora oggi più che settant’anni fa è importante che ci sia l’UCIIM, che sia forte nella riflessione, pen- siero, azione e che siano presenti anche tutte le associazioni. Per cui auguri ed un grazie veramente a tutti i soci, anche alle realtà territoriali perché è importante dirlo l’UCIIM così come l’Aimc sono nei territori ed ovunque in questo Paese. È questa la ricchezza dell’UCIIM e dell’associazionismo professionale cattolico in Italia, è la nostra forza ed esistiamo non soltanto nei siti os- sia nella realtà virtuale, ma concretamente nelle realtà in cui ci si confronta. Grazie a tutti e all’UCIIM. Ci rivediamo fra settant’anni!
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