Marzo-Aprile-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 6 L a scuola è lo spazio nel quale si acco- glie la persona negli anni in cui si con- figurano le prime percezioni riflesse (pensiamo alla scuola dell’infanzia) e la si accompagna fino alla sua maturazione criti- ca, pronta a misurarsi con i grandi appunta- menti esistenziali: dalla scelta del proprio stato di vita, alle scelte che riguarderanno il proprio futuro nella vita sociale. Proprio questa singolare configurazione della scuola nel sistema determina la sua centralità so- ciale, a motivo della sua specifica connota- zione educativa e culturale. Questo spazio non è - e non può essere - sganciato dalla famiglia, ambito di riferi- mento naturale che custodisce la persona fin dal suo nascere. A questa, infatti, spetta prima di tutto e di tutti il diritto-dovere di offrire orientamenti educativi e formativi, secondo il quadro di valori e le opzioni che stanno alla base della sua identità. La no- stra Carta costituzionale riconosce tale compito e funzione della famiglia all’art. 30: «È dovere e diritto dei genitori mante- nere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di inca- pacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti». Ovviamente, per quanto ben strutturata e competente, la famiglia non può da sola portare avanti questa responsabilità e, pertanto, deve es- sere affiancata da altre istituzioni che, in modo complementare, si prendano cura di fanciulli e ragazzi ai quali offrire, appunto, dei percorsi specializzati che li preparino a occupare un posto nella società da protago- nisti. La scuola è uno di questi luoghi, anzi il più qualificato, chiamato a dare una for- mazione integrale, nell’ottica del disegno costituzionale che così si esprime: «La Re- pubblica detta le norme generali sull’istru- zione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi» (art. 33); e ancora: «La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferio- re, impartita per almeno otto anni, è obbli- gatoria e gratuita» (art. 34). In ragione della propria finalità educati- va, la scuola non entra in rapporto solo con la famiglia, ma estende la sua rete di rela- zioni anche alla società civile, della quale condivide positività, limiti e problematicità. Risulta chiaro, perciò, che in una situazione di crisi profonda, complessa e molteplice, come è quella che in questi anni segna la storia non solo del nostro Paese, «scuola e società sono accomunate nella stessa crisi, derivante dai rapidi e profondi processi di trasformazione in atto in tutti gli ambiti dell’esperienza umana. Eppure, proprio in questa situazione, si fa strada la consapevo- lezza, o almeno l’attesa, di una funzione determinante della scuola per la soluzione dei problemi che si pongono a tutta la so- cietà» (1). La scuola, in una visione dello Stato e delle istituzioni che sia rispettosa della di- gnità della persona, non può, però, sentirsi arbitra indiscussa della sorte dei suoi alun- ni, a motivo della complementarietà del suo ruolo, che mai deve essere ritenuto alterna- tivo o sostitutivo di quello della famiglia. È indubbio che possono verificarsi conflitti e tensioni tra famiglia e scuola, ma occorre sempre fare in modo che essi non si tradu- S p i r i t u a l i t à PROSPETTIVE PER LA SCUOLA DI DOMANI UNA SCUOLA DI UMANITÀ Mons. Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo (TP) (1) U FFICIO N AZIONALE DELLA CEI PER L ’E DUCAZIONE , LA S CUOLA E L ’U NIVERSITÀ , Fare pastorale della scuola oggi in Italia , 6 giugno 1990, n. 4.
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