Marzo-Aprile-2014

5 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 tengono condannati. Frattanto il direttore generale dell’USR Lombardia Francesco De Sanctis ha ufficia- lizzato (Prot. MIUR AOO DRLO R.U. 2614 del 12.2.2014) un ampio documento dal titolo Linee d’indirizzo per Cittadinanza e Costi- tuzione (C&C) . Contiene chiarificazioni con- cettuali, sulla base di una lettura puntuale della normativa esistente, ivi compreso il Documento d’indirizzo per la sperimenta- zione dell’insegnamento di C&C (MIUR, 4.3.2009), griglie per il monitoraggio di quanto avviene nell’ambito delle scuole lombarde e un corso di formazione, per mettere a punto nei prossimi mesi un venta- glio di proposte alle scuole. Venerdì 11 aprile si è tenuto a Milano, con la partecipazione di 180 docenti e diri- genti, il primo dei cinque incontri previsti per quest’anno dall’USR della Lombardia (altri due saranno a Brescia), per «formare» «figure di sistema», cioè una rete di esperti impegnati a connettere i programmi scola- stici in vigore (le Indicazioni nazionali ) con l’insegnamento della Costituzione e con l’educazione alla cittadinanza, così come previsto dalla legge Gelmini (169/2008), pur in assenza, come si è ricordato, di un ade- guato decreto attuativo. Ripresa e conclusione È noto che, fra gli anni ’80 e ’90, Parla- mento, Ministero e scuole sono stati indotti a rispondere ad una serie di «emergenze» sociali, o con progetti specifici o con le co- siddette «educazioni aggiunte», che fecero perno sull’educazione alla salute e sul Pro- getto Giovani, Ragazzi, Genitori, Arcobale- no. Non essendo possibile trovare per esse uno spazio curricolare adeguato, si è finito per lasciarle fuori, per concentrarsi sulle «materie vere», che per molti sono solo quelle produttive di competenze subito spendibili nel il mercato del lavoro. Dopo i tentativi della Moratti, che propose ben sei «educazioni», Fioroni e Berlinguer vollero «semplificare» il menu scolastico, togliendo di mezzo anche l’ educazione civica , che pur disponeva, per merito del decreto Moro, di un pur piccolo spazio curricolare, accanto alla storia, fin dal 1958. Eppure molti avevano scoperto che «sot- to casa», cioè dentro l’educazione civica, c’era un tesoro assai poco conosciuto e va- lorizzato, che conteneva nel suo codice ge- netico tutte quelle dimensioni educative che si sarebbero potute coltivare, da parte di scuole responsabilmente autonome, sen- za indulgere alla bulimia educativa e senza tagliare le radici che legittimano la demo- crazia repubblicana, l’educazione e la stes- sa scuola. Si tratta proprio della Carta co- stituzionale , che è una sorta di albero dalle solide radici, produttivo di fiori e di frutti, se saggiamente coltivato. La citata legge 169 ha confermato che l’albero C&C è pian- tato nell’area storico-geografica e storico sociale, a costo zero. Nessuno però chiede alle scuole conto della coltivazione e della raccolta dei frutti di quest’albero. L’Expo 2015 di Milano parla di Nutrire il Pianeta e di Energia per la Vita . In questa vetrina mondiale, la scuola non ha da offri- re solo conoscenze relative a scienza e tec- nologia, arte e paesaggio, cibo e dolce vita, ma anche il frutto della riscoperta critica di un eccezionale bene etico-giuridico, di cui è insieme frutto e custode: un bene che po- trebbe dare nuova vita alle prossime gene- razioni, se Ministero e scuole sapranno rico- noscerlo e valorizzarlo, come peraltro vuole la legge. Insoma l’educazione civica di Mo- ro, se lucidata e rimessa a nuovo come vin- tage, col nome aggiornato di Cittadinanza e Costituzione, può fare la sua buona figura nel mondo, come un’auto d’epoca, capace di correre la Mille Miglia, risvegliando anti- chi sogni e antiche passioni.

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