Marzo-Aprile-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 4 cente di storia. Non si può dire che in tal modo si sia trovato per la Carta costituzio- nale «adeguato posto nel quadro didattico», anche se un primo passo fu fatto in questa direzione. Dai nuovi Programmi alle Indicazioni, fra avanzamenti e arretramenti Successivamente, in sede di elaborazione dei nuovi programmi della scuola primaria, della media (cui diede un notevole impulso Cesarina Checcacci), e delle sperimentazio- ni della secondaria superiore, sono state pensate diverse soluzioni del problema fino all’emozionante e, alla fine, in parte delu- dente ricupero previsto dalla citata legge Gelmini. Alle obiezioni di tipo culturale e di tipo normativo che sono state sollevate in pro- posito, si è cercato di dare (3) risposte per- tinenti e oneste, attraverso una sobria rico- struzione storica, che si è intesa insieme ri- gorosa, dialogica e propositiva, e che mo- stra come, pur con gli attuali limiti, l’auto- nomia scolastica e le Indicazioni nazionali offrano preziose possibilità di «insegnare la Costituzione» e di «educare alla cittadinan- za», per usare il linguaggio con cui il presi- dente Napolitano ha giudicato la legge 169/2008, in una lettera di apprezzamanto per il lavoro fatto dal gruppo di lavoro mini- steriale sull’educazione civica. Queste possibilità sarebbero certo più chiare e meglio delineate se l’Amministra- zione colmasse il vuoto che si è creato fra due leggi che prevedono «Cittadinanza e Costituzione» (la citata 169/2008 e la 222/2012), che pur richiamate nelle parti generali delle Indicazioni , non trovano spa- zio nell’elenco delle discipline, risultando così semplicemente affidate alla buona vo- lontà dei docenti. Eppure la denominazione educazione ci- vica resta ancora nei programmi di concorso a posti d’insegnamento previsti dal DM 21. 9. 2012 n.80, che, per le classi A043 e A050 , afferma: «Per quanto attiene all’ educazione civi- ca , anche alla luce della recente normativa relativa a Cittadinanza e Costituzione come competenza trasversale alle discipline, il candidato dovrà dimostrare di avere chiara conoscenza delle finalità di questo insegna- mento, che, in più stretto rapporto con la storia e la geografia, è essenziale per la formazione della coscienza sociale e civile del cittadino. Il candidato dovrà pertanto dimostrare di conoscere la Costituzione ita- liana e di saperne illustrare gli articoli, alla luce degli avvenimenti storici che l’hanno preparata e dei concetti giuridici e filosofi- ci che l’hanno ispirata ». Si tratterebbe anche di promuovere la maturazione di competenze didattiche in merito, sia in sede di curricolo degli studi universitari per la formazione dei futuri do- centi , sia nell’ambito del tirocini formativi attivi (TFA). Resta quindi lo spazio per un nuovo intervento chiarificatore del Ministe- ro , anche se questo silenzio non costituisce un alibi per le scuole, che dal 2001 sono or- gani autonomi, legittimati ad applicare le leggi: tanto più che lo stesso Ministero pro- muove pregevoli singole iniziative per in- centivare la scuola ad affrontare queste te- matiche. Iniziative utili a promuovere un’innovazione generalizzata Queste considerazioni andrebbero ripro- poste in sede ministeriale, meditate e di- scusse a livello di consigli e di collegi dei docenti, in vista di una loro traduzione in una prassi condivisa, il più e il meglio che sia possibile, auspicabilmente, in qualche momento, anche con genitori e studenti e con tutto il sistema istituzionale che intera- gisce con la scuola. Il che richiede indubbia- mente buona volontà da parte di tutti, o al- meno di chi, sentendosi responsabile della formazione etico-civico-politica dei giovani, si renda disponibile a combattere seriamen- te e sobriamente contro la deriva della di- saffezione e dell’impotenza a cui molti si ri- (3) L UCIANO C ORRADINI , La Costituzione nella scuola. Ragioni e proposte , Erickson, Trento, 2014, pagg. 126, € 10,00.
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