Marzo-Aprile-2014
3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 vani, Ragazzi e Genitori, che hanno bensì meritoriamente preceduto e anticipato la stagione dell’autonomia scolastica, ma che non hanno trovato una collocazione stabile nel curricolo scolastico, sia per ragioni eco- nomiche, sia per ragioni psicologiche e cul- turali. Per questo è opportuno ricordare l’itine- rario compiuto fin qui dalla Repubblica in attuazione del ruolo che la Costituzione ha affidato alle istituzioni politiche, ammini- strative, scolastiche, educative per assicu- rare il raggiungimento delle finalità di tutto l’ordinamento che riguardano, come rara- mente si ricorda, « il pieno sviluppo della persona umana e la partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, eco- nomica e sociale del Paese ». Da Gonella a Moro La storia ci ricorda che già durante i la- vori della Costituente per la Repubblica (1946-1948) venne lanciata dal ministro Go- nella una grande inchiesta sulla scuola , che produsse un enorme materiale, di fatto ri- velatosi poco utile alla grande riforma che si voleva realizzare. Infatti il disegno di leg- ge 2100 del 1951 si arenò in Parlamento (1). Tuttavia il problema del nesso fra Costitu- zione e scuola vi era molto chiaramente af- fermato, non solo per la questione delle li- bertà e dei diritti, dell’obbligo scolastico e della parità, ma anche sul piano pedagogico e didattico, con una proposta anticipatrice di successive soluzioni ordinamentali. L’art. 15 prevedeva per esempio l’introduzione in tutte le scuole di uno specifico insegnamen- to di educazione civile , con queste motiva- zioni, presentate nella Relazione introdutti- va: «Lo spirito democratico della Costituzio- ne e la conoscenza della struttura stessa dello Stato democratico costituiscono ele- menti necessari per la formazione di una coscienza civile nazionale. L’ educazione ci- vile è, quindi, un supremo interesse della società democratica, ed è condizione del consolidamento di una libera democrazia, al di sopra e al di fuori delle distinzioni dei partiti (…). L’educazione civile si svolge se- condo un duplice processo , che è informati- vo e formativo della coscienza civile, per culminare nella piena partecipazione della persona alla vita della comunità» (2). Del resto ai Costituenti era chiarissimo che non si sarebbe potuto realizzare nel tempo il gran disegno della Repubblica de- mocratica, così com’era stato concordato in un nobile compromesso, senza contare sull’educazione e sulla scuola. Tanto è vero che l’Assemblea Costituente aveva votato con vivi generali applausi l’ordine del gior- no presentato dagli onorevoli Aldo Moro, Francesco Franceschini, Antonio Ferrarese e Domenico Giacomo Sartor, in cui si esprime- va il voto «che la nuova Carta Costituziona- le trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte conqui- ste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano». L’insabbiamento della riforma Gonella, dovuto alla tensione tra forze politiche, e in particolare all’incertezza circa l’assetto da dare alla scuola 11-14 anni, protrasse per un decennio l’indugio paventato dai Costi- tuenti, fino a quando lo stesso Aldo Moro, divenuto ministro, poté varare il DPR 13.6.1958, n. 585, che introdusse «l’inse- gnamento dell’educazione civica negli isti- tuti e scuole di istruzione secondaria e arti- stica». Questo «insegnamento» intendeva l’educazione civica come clima culturale della scuola, ispirato alla Costituzione, co- me esperienza di vita democratica, come responsabilità di tutti i docenti e come nu- cleo di argomenti affidati per due ore men- sili, nell’ambito dell’orario in vigore, al do- (1) Cfr. G. C HIOSSO , Motivi pedagogici e politici nei lavori dell’inchiesta Gonella (1947-1949) , in L. P AZZAGLIA -R. S ANI (a cura di), Scuola e società dell’Italia unita. Dalla Legge Casati al Centro-Sinistra , La Scuola, Brescia, 2001. (2) Cfr. R. S ANI , La scuola e l’educazione alla democrazia negli anni del secondo dopoguerra , in M. C ORSI -R. S ANI (edd.), L’educazione alla democrazia tra passato e presente , Vita e Pensiero, Milano, 2004, pp.43-62; nello stesso volume è presente il contributo L. C ORRADINI , Educazione alla democrazia e nuova cittadinanza , pp. 255- 278.
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