Marzo-Aprile-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 42 Competenze: religione e non solo La possibilità stessa di appli- care il concetto di competen- za all’insegnamento della reli- gione è il banco di prova della compatibilità di tale concetto con una pedagogia di ispira- zione personalistica. Se il con- cetto di competenza è inteso solo in senso funzionalistico, esso non potrà mai andare d’accordo né con l’insegna- mento della religione, né con una pedagogia di tipo persona- listico. Quando Giuseppe Ber- tagna, pedagogista cattolico, fu chiamato a tradurre in ordi- namenti la richiesta dell’Unio- ne Europea di riformare la scuola italiana nell’ottica del- le competenze, egli scommise sulla possibilità di dare una lettura personalistica del con- cetto di competenza. Tale let- tura non ha perso la sua attua- lità e necessità nonostante quella riforma sia stata poi ampiamente ritoccata e in parte stravolta. Questa scom- messa (ora che si sono placate forse le opposte faziosità su quella riforma) è ora affidata alle scuole autonome e alla li- bertà di insegnamento dei sin- goli docenti, chiamati a sce- gliere in scienza e coscienza come tradurre in pratica il mandato istituzionale di edu- care attraverso l’istruzione, cioè di formare persone attra- verso le discipline scolastiche. Questa scommessa è ancora più delicata per gli insegnanti di religione che, con una sola ora di lezione settimanale e con la spada di Damocle della possibilità data agli studenti di non avvalersi di tale inse- gnamento, sono chiamati a da- re il loro insostituibile contri- buto a formare persone com- petenti in quanto (anche) aperte al significato della cul- tura religiosa per la vita delle persone stesse e per il bene comune del popolo italiano in Europa e nel mondo. Sullo sfondo di questa sfida epocale (nientemeno che dare senso alla scuola oggi) si collo- ca il prezioso lavoro di Andrea Porcarelli, ricercatore confer- mato di Pedagogia presso l’Università di Padova e consi- gliere nazionale dell’UCIIM. L’opera è divisa in tre capitoli, dedicati rispettivamente alla ricostruzione storica e norma- tiva del valore formativo del- l’IRC (insegnamento della reli- gione cattolica) come discipli- na; poi alle diverse interpreta- zioni del concetto di compe- tenza, tra cui quella personali- stica che fa leva appunto sulle competenze personali; infine alle modalità concrete in cui l’IRC può raccogliere la sfida delle competenze. I pregi del libro sono molte- plici. Anzitutto la chiarezza lo- gica ed espositiva che tutti ri- conoscono all’autore. Poi la ni- tidezza della proposta pedago- gica, che sola può aiutare un insegnante cattolico (non solo di religione) a districarsi nei meandri della normativa. Infi- ne i preziosi esempi didattici (in particolare per la scuola su- periore) contenuti nel terzo capitolo. Viene voglia di dire ancora una volta che non solo i pro- fessori di religione, ma tutti gli insegnanti dovrebbero co- noscere la posta in gioco quando si parla di competen- ze, cioè l’attinenza con l’idea di scuola e con l’idea di svi- luppo della persona. Questo anche per non ridurre l’inse- gnamento al mero adempi- mento di prescrizioni legali, cosa che – nel quadro dell’au- tonomia scolastica – non ha più senso. Se infatti gli inse- gnanti devono essere profes- sionisti dell’educazione, allora devono conoscere sia la peda- gogia sia la didattica, altri- menti come faranno a dare senso al loro lavoro con gli alunni? Un’ultima sottolineatura. Compare più volte nel libro il riferimento alla certificazione delle competenze. Qui il pro- blema si fa spinoso, non solo e non tanto per l’insegnamento della religione, quanto per tutta la scuola. Come si fa a pensare che si possano certifi- care le competenze con dei voti decimali? Eppure questo è quello che la legge vigente co- stringe assurdamente gli inse- gnanti a fare in quinta prima- ria, terza secondaria di I gra- do, seconda e quinta seconda- ria superiore. Anche qui la pro- posta di Porcarelli per la reli- gione è in realtà interessante per tutte le altre materie: oc- corre finalmente trovare un al- tro modo per esplicitare le competenze personali reali raggiunte da ogni alunno e alunna, purtroppo a latere ri- spetto alle inutili pseudo-cer- tificazioni ministeriali (e in at- tesa che esse vengano modifi- cate nel senso richiesto). Chis- sà che gli insegnanti di religio- ne non possano anche qui dare l’esempio ed essere, prima possibile, beneficamente imi- tati dai loro colleghi? ( Stefano Pierantoni ) A NDREA P ORCARELLI , La religio- nee la sfida delle competen- ze , SEI, Torino, 2014, pag. 188, € 12,00. L o S c a f f a l e
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=