Marzo-Aprile-2014
27 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 traliccio ad alta tensione, pietra d’inciampo e causa di caduta di ministri, la parola «va- lutazione» risuona come uno scandalo quan- do investe i docenti e il sistema scolastico. Dalla prima conferenza nazionale sulla scuola del 1990, quando fu an- nunciato un «servizio nazionale di valutazione» e, il «governo della scuola attraverso l’auto- nomia», ai successivi passaggi del regolamento dell’autono- mia (1999) e quindi al «concor- sone» che annunciava premiali- tà e differenziazione tra i do- centi, il fallimento del tentati- vo ha coperto con un velo nero la parola «valutazione» ed ogni volta che si tenta di scoprirla succedono eventi imprevisti e drammatici. Il primo decennio dell’anno Duemila ha segnato alcune tap- pe significative per la valuta- zione del sistema scolastico: dalla sperimentazione del Sidavis (2003) al monitoraggio Invalsi, alla sperimentazione «Valorizza» (2010) con il progetto «Valuta- zione per lo sviluppo della qualità» (2011) – PQM – prima rivolto ad alcune scuole pilota, poi esteso come «Valutazione e merito» e quindi ampliato con il progetto «Vales» arti- colato in tre annualità. Tutti questi strumenti e progetti, ancora in fase di sperimentazione, hanno avviato una nuova ottica di valutazione per il mi- glioramento del sistema scolastico. La lettura dei risultati delle prove Invalsi e il fascicolo «Scuola in chiaro» costituisco- no, inoltre, strumenti utili per l’autovaluta- zione della scuola, inducendo ad operare scelte consapevoli e coerenti nell’ottica di Don Milani, che suggeriva: «Proponi uno scopo, ma che sia grande». Occorre maturare nuove consapevolezze circa la valutazione formativa e il migliora- mento dei processi a partire dal recluta- mento dei docenti e dalla qualità dell’offer- ta formativa. Tutto l’apparato dell’autonomia scolasti- ca ha bisogno di regole, di norme comuni, d’indirizzi e traguardi da conseguire e, quindi, occorrono nuove forme di coordina- mento, di reti, di rappresentanza istituzio- nale, nonché un auspicabile «Consiglio na- zionale delle scuole autonome». Nella scuola, come nella pubblica ammi- nistrazione, manca la cultura della verifica dei risultati. Il piano delle performance, ad esempio, dovrebbe partire da quello che l’anno precedente non si è riusciti a fare e non da quello che s’intende fare per il pros- simo anno. Anche il Ministro Stefania Giannini, nelle sue dichiarazioni programmatiche, ha pun- tato sul miglioramento della qualità dei do- centi, sulla premialità per i servizi aggiunti- vi, così da poter garantire una progressione di carriera e quindi anche un incremento stipendiale. È giunto il momento di por fine alla difesa del minimo garantito per tutti e di valorizzare la qualità del lavoro. Una «scuola di qualità per tutti» è lo slogan del nuovo Ministro Stefania Giannini. L’autonomia scolastica che ha segnato in maniera marcata il primo decennio dell’an- no duemila, sollecita sempre nuovi cambia- menti nella progettazione e nell’organizza- zione della scuola, che dovrebbe essere più flessibile e attenta ai bisogni degli studenti. Mentre appaiono positive l’interazione con il territorio e la presenza viva della scuola quale «comunità educante», si con- stata che mancano gli strumenti di garanzia sul reale successo formativo degli studenti. Occorre, pertanto, ridare smalto alla va-
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=