Marzo-Aprile-2014

23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 quelli rilasciati con valore «meramente pri- vato». L’adozione degli strumenti dello Sta- to amministrativo hanno comportato delle conseguenze: • con l’autonomia le scuole sono diven- tate «organi per lo Stato», • gli studenti sono stati inquadrati come soggetti sottoposti ad un potere di supre- mazia dal punto di vista dell’ammissione al- la frequenza, agli esami e alle sanzioni di- sciplinari, • i docenti sono stati inquadrati come pubblici ufficiali almeno nei momenti giuri- dicamente rilevanti, • l’organizzazione del servizio è stata ri- tenuta un dovere degli operatori verso lo Stato, • il « prodotto del servizio di’istruzio- ne » è stato formalizzato in titoli di studio con valore legale. Il titolo di studio è un provvedimento amministrativo tipico, adottato a conclusio- ne di uno specifico procedimento ammini- strativo, attribuito al soggetto e «carico» di una particolare qualificazione giuridica. La forza giuridica e il valore legale si riassumo- no nelle seguenti caratteristiche: * nessuno può misconoscere lo status che il titolo attribuisce, * l’amministrazione pubblica non può non tenerne conto, * chi ne sia leso, deve impugnarlo pena la decadenza dal diritto leso, * oltre all’autorità pubblica anche i pri- vati possono rilasciare titoli con valore lega- le ma previa una specifica «concessione», * i titoli stranieri hanno bisogno di un preciso «riconoscimento» (equipollenza) tranne quelli dell’area UE, * chi usa il titolo indebitamente commet- te reato, * si è consolidata una ricca giurispruden- za che ha riconosciuto non solo il valore di- chiarativo ma anche quello costitutivo del «valore legale». Da qui sono derivate conseguenze non sempre di facile accettazione : il prodotto scolastico vale a volte più della formazione, ma ciò non ha indebolito la giurisprudenza a favore. Qualche tempo un Ente nazionale, allo scopo di garantirsi stabilità del personale, pubblicò dei bandi di assunzione, negando la valutazione dei titoli di studio. Si produs- se un largo contenzioso, cui pose fine la Cassazione, a sezioni unite, che dichiarò l’illegittimità dei bandi per aver negato il valore legale dei titoli di studio e, quindi, l’opportuna valutazione. Considerazioni conclusive Lo svolgimento della funzione formativa è fra gli impegni più complessi dell’attuale società; all’insegnante sono richieste quali- tà di forte impatto personale: pazienza operativa, disponibilità all’approccio con le diverse tipologie dell’utenza, equilibrio va- lutativo , capacità di rendere vivo quel sa- pere che l’abitudine condanna a morte. Fra tutte le qualità, le più elaborate sono sicu- ramente la coscienza morale e quella deon- tologica. Occorre ritrovare la pazienza del costrut- tore, allontanando l’illusione che ci siano modelli precostruiti per la formazione: ciò che funziona per uno, non va per un altro e, allora, si perde la pazienza. È la sfida del- l’uomo per l’uomo. Aiuta molto conservare umiltà e spirito di ricerca, attesa della scoperta . Il tema della Valutazione ci riporta ad una profonda verità: il valore, l’unico ap- prezzabile, è dentro la persona e non pos- siamo esprimerlo con voti o giudizi se non viene fuori, se non emerge. A volte ci pren- de la paura che da qualcuno non esca pro- prio nulla. C’è sempre una polla d’acqua, a portata variabile nel tempo e nei luoghi, che chiede di essere scoperta. Ma occorre crederci davvero. Bibliografia minima L. G UASTI , Annali della P.I. n. 96-97/2001, Le competenze di base degli adulti , Le Monnier, Firenze. G. B ENVENUTO , L’utilizzazione di indica- tori e standard nella valutazione del- l’apprendimento, Scuola e Città n. 11/2001. F. M ARTIGNON , La nuova Valutazione , Giunti Ed., Firenze, 2004.

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