Marzo-Aprile-2014

21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 introducono automatismi per cui al sempli- ce scorrere dei mesi o degli anni il giudizio viene elevato indipendentemente dal meri- to, in tali situazioni i formatori diventano costrittori o deformatori . Ho in mano elen- chi di alunni e il valore delle loro compe- tenze disciplinari: ci sono appiattimenti preoccupanti. Qualche alunno ha lo stesso giudizio per sei od otto quadrimestri: come potrà percepire il senso del progresso, della conquista, della crisi da superare, del mi- glioramento da conseguire? Qualcun altro consegue da subito i 10/10; non si tratta del genietto, perché anche costui fatica a rag- giungere la meta, si tratta solo di obiettivi troppo bassi, che vengono raggiunti rapida- mente e con poco sforzo. Non è allora pos- sibile parlare di continuità verticale e il percorso complessivo è invece la somma di piccoli segmenti staccati. Inserimento scolastico della persona disabile e percorso formativo A) Procedura d’inserimento formativo della persona disabile . Si parte dal consen- so esclusivo dei genitori alla visita speciali- stica per giungere ad una certificazione, al- la diagnosi funzionale (evidenza delle fun- zioni residue e attive nel soggetto) e al Pro- filo dinamico funzionale col quale, parten- do dal progetto di classe, viene operata la personalizzazione, cioè l’adattamento del percorso formativo alle possibilità della persona disabile. C’è un problema di gravi- tà dell’handicap, cioè della diminuzione funzionale, da cui dipende il tasso di diffe- renziazione. B) Attività di formazione . Viene svolta seguendo il piano personalizzato, la cui di- stanza dal progetto comune della classe di- pende dalla gravità dell’handicap. La legge garantisce parziali sostituzioni e compensa- zioni dei curricoli disciplinari ed è tale dif- ferenziazione che avvicina o allontana la persona diversamente abile dagli stan- dard , che consentono o meno il rilascio dei titoli scolastici. Nei casi di handicap medio- lieve è bene non spingere troppo la perso- nalizzazione perché ciò facilità l’inserimen- to e la convivenza; nei casi di situazione grave è evidente l’esigenza di «specificare» il percorso ma c’è il rischio di allontanarsi troppo dallo standard richiesto per il titolo di studio. È seriamente inopportuna la posi- zione di chi sostituisce totalmente i saperi perché, pur essendo l’educazione un fatto personale, ogni alunno è inserito in un con- testo sociale, dal quale ricava limiti e van- taggi. Occorre comprendere la necessità giuri- dica e morale di alcune distinzioni. Ogni alunno è accolto nella condizione di persona , che realizza il proprio interesse personale; a ciò dà tutela il diritto privato. Ogni alunno viene inserito però in un con- testo plurale , il gruppo, nel quale si attiva- no i processi di socializzazione; a questo aspetto provvede il diritto pubblico. La pru- denza della scuola sta nel comprendere gli ambiti e l’interazione che si producono fra ambito personale-privato ed ambito sociale- pubblico. Ciò che vale per l’insegnamento vale anche per la verifica dell’apprendi- mento e per la valutazione. Verifica dell’apprendimento, valutazione formativa e valutazione certificativa. • La verifica dell’apprendimento , (pe- riodica e perciò diversa dal cosiddetto mo- nitoraggio, che è continuo) soddisfa sia l’aspetto privato (ogni persona ha diritto di crescere nella conoscenza) che quello pubblico (l’apprendimento trasforma i sa- peri in competenze , che, se spendibili so- cialmente, hanno grande rilevanza morale, culturale, economica). Viene operata usando gli strumenti definiti dal legislato- re (scala di livelli: non sufficiente, 6/10, ecc.), secondo la scala minimo (non suffi- ciente)-massimo (10/10) sulla quale l’ap- prendimento viene apprezzato. Se si dà a qualcuno l’immeritato vuol dire che c’è bisogno di una compensazione «speciale» che rende ancor più difficile l’inserimento del disabile nel contesto cosiddetto della «regolarità». Se all’esame le prove di uno sono «non confrontabili» con quelle degli altri, come si farà a convincerlo che anch’egli appartiene al contesto della pre- ziosa diversità? La compassione negativa, in realtà, complica il processo di graduale inserimento.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=