Marzo-Aprile-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 20 cimale, in vigore per la sc. sec. di II grado. La Valutazione ordinaria anche in presenza di alunni diversamente abili La presenza nelle scuole di alunni in si- tuazione di diversa abilità rende necessario un chiarimento sulla funzione più delicata della formazione svolta dal personale inse- gnante: la Valutazione. Ciascun cittadino ha diritto di formarsi opinioni nei vari aspetti della vita pubblica ma è poi necessario che, nello svolgimento di una pubblica funzione , si faccia riferi- mento al disposto legislativo, che è vinco- lante per ogni cittadino democratico. Tra i temi di maggior delicatezza c’è quel- lo relativo ai diritti e ai doveri delle persone diversamente abili; rapportarsi a tali proble- mi solo con le ragioni del sentimento va bene solo per la nostra consolazione ma non garan- tisce il loro diritto di accoglienza sociale e i diritti della comunità complessiva. L’assun- zione di atteggiamenti rigidi porterebbe da una parte a negare ad ogni diversamente abi- le l’accesso alle opportunità della vita (com- presi i titoli scolastici) e dall’altra a concede- re tutto senza garanzie, per cui la vita di molti sarebbe consegnata all’incompetenza e all’insicurezza. In premessa va precisato che per alunno diversamente abile s’intende un soggetto che ha subìto diminuzione o perdita funzio- nale, spesso «irreversibile», per errore ge- netico, malattia o trauma. Non va dunque confuso con altre tipologie, presenti a scuo- la, quali quelle dei soggetti con disturbo transitorio d’apprendimento DSA (afasie, di- slalie, dislessie, discalculie), i BES (es. bloc- chi di natura ansiogena, deprivazione affet- tiva, ecc.), anche se tali disturbi sono spes- so presenti anche nei soggetti diversamente abili. Il disadattamento, causato da un am- biente negativo, può essere rimosso; ciò non può avvenire per una cerebrolesione. Ci sono altri aspetti da chiarire. Significato formativo della valutazione ordinaria Le azioni che la scuola attua all’interno della valutazione non hanno solo lo scopo di «informare» gli alunni e le famiglie circa l’efficacia del percorso d’istruzione ma, e soprattutto, di far prendere coscienza del percorso di crescita e sviluppo della per- sonalità, nell’evidenza degli interessi, delle attitudini e anche delle difficoltà che si ma- nifestano nel percorso. La formazione della personalità è come un viaggio che, pur con fasi diverse e altale- nanti, comincia dal basso dell’infanzia (età vicina alle forme naturali e molto eterono- me) e progredisce verso l’alto dell’umaniz- zazione e della civilizzazione, accrescendo la consapevolezza e le forme dell’autono- mia personale. La caratteristica principale del percorso formativo è la sua evoluzione, la sua mutabilità, il suo attraversare fasi discontinue e disuguali , che occorre gover- nare perché siano condotte verso la meta dello sviluppo responsabile. Le componenti fondamentali della formazione sono: a) l’esperienza , l’insieme cioè delle «prove ed errori» che il quotidiano ci per- mette di sperimentare; b) l’istruzione , l’approccio alla cono- scenza spontanea (ambito familiare e ludi- co-occasionale) ed organizzata (scuola e agenzie); c) la formazione vera e propria, proces- so di «assunzione delle forme» proprie dell’umanizzazione e della civilizzazione, conseguenti alla «presa di coscienza» sia dell’esperienza che della conoscenza orga- nizzata. C’è chi sembra subire le esperienze e la conoscenza e ne rimane condizionato; c’è chi vi «partecipa» con la sua sensibilità per- sonale e perviene al loro significato esisten- ziale. Educatori o formatori sono coloro che «contribuiscono» a tale percorso in vario modo. Se l’essenza della crescita e della formazione è il cambiamento, l’evoluzio- ne , chi vi contribuisce non può irrigidire, appiattire o cristallizzare. Quando l’irritabi- lità diventa piatta (l’insegnante opera sem- pre nello stesso modo, mal sopporta la spontaneità o la novità al punto che l’allie- vo vi rinuncia per non entrare in conflitto, «si adatta», ma dovremo dire « si arren- de »), quando il valore delle prestazioni (vo- ti o giudizi) è sempre stabile sul basso o sta- bile sull’alto e non cambia mai, quando si
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