Marzo-Aprile-2014

ne là dove afferma: «Lo studente al termine del primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola (apprendimenti formali), lo studio personale, le esperienze vissute in famiglia e nella comunità (apprendimenti informali e non formali), è in grado di iniziare ad af- frontare in autonomia e RESPONSABILITÀ le situazioni di vita tipiche della propria età, riflettendo ed esprimendo la propria perso- nalità in tutte le sue dimensioni». Queste precisazioni sono poste all’inizio del Profilo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione che descrive, in forma essenziale, le competenze riferite al- le discipline di insegnamento e al pieno esercizio della cittadinanza che un ragazzo (o ragazza) deve mostrare di possedere al termine del primo ciclo di istruzione. Il con- seguimento delle competenze delineate nel profilo costituisce l’obiettivo generale del sistema educativo e formativo italiano. Inoltre le Indicazioni nazionali nel capi- tolo intitolato Finalità generali precisano che « il sistema scolastico italiano » assume come orizzonte di riferimento verso cui ten- dere il quadro delle competenze chiave per l’apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio del- l’Unione europea (già citata).Le otto com- petenze chiave per l’apprendimento perma- nente rappresentano il punto di arrivo at- tuale di un vasto confronto scientifico e cul- turale sulle competenze utili per la vita al quale il nostro Paese ha attivamente parte- cipato. «L’impegno a far conseguire tali compe- tenze a tutti i cittadini europei di qualsiasi età, indipendentemente dalle caratteristi- che proprie di ogni sistema scolastico na- zionale, non implica da parte degli Stati aderenti all’Unione europea l’adozione di ordinamenti e curricoli scolastici conformi allo stesso modello». In conclusione le Indicazioni nazionali intendono promuovere e consolidare le competenze culturali di base e irrinuncia- bili tese a sviluppare progressivamente nel corso della vita, le competenze chiave eu- ropee. Se si tiene conto poi dell’affermazione a livello europeo del quadro delle qualifiche professionali,EQF, nel mondo del lavoro si giustifica l’impegno delle scuole italiane a perseguire l’obiettivo del conseguimento delle competenze e della conseguente loro valutazione e certificazione. È sicuramente un modo per avvicinarsi di più alla cultura europea e al senso di appartenenza degli Italiani all’Europa. 17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 Intervento del Ministro Giannini nella giornata della Chiesa per la scuola Santo Padre, buon pomeriggio, L’emozione sincera che sente non è solo la mia. È quella di tutti i ragazzi che vede in questa splendida piazza, tanti, veramente tanti, che da tutta Italia si sono riuniti qui davanti a Lei accogliendo il Suo invito, per ascoltare una lezione speciale in questa classe altrettanto speciale, che è la Chiesa di Roma. È la loro emozione, quella delle loro famiglie, dei loro insegnanti e dei loro presidi. La Scuola italiana guarda a Lei con quella “vicinanza e affetto”, di cui ha già parlato il nostro Presidente della Repubblica. Noi tutti sentiamo profondamente l’autenticità e la solidarietà a cui Lei ha deciso di abituarci dal primo giorno del Suo Pontificato e che parla a tutti. Un legame autentico e solidale lega del resto da sempre maestri e allievi, in quell'esercizio quotidiano di ascolto, conoscenza reciproca e rispetto, che significa insegnare e imparare, insegnare ai giovani e ai giovanissimi a en- trare nella vita e imparare, da parte loro, a leggerla e interpretarla, con spirito autonomo e coscienza critica. A ciò serve la scuola in qualunque luogo e in qualunque tempo ed è questo messaggio semplice che vorrei portare qui nella mia veste, complessa e appassionante, di Ministro dell’Istruzione. Ogni mattina in tutta Italia, 10.000 mila scuole aprono le loro porte agli 8 milioni di bambini e di studenti e ai loro in- segnanti. In questo modo l’Italia cresce, ogni giorno, si confronta con la propria storia e determina il proprio futuro. Si tratta di un esercizio quotidiano che non fa rumore. Ma che richiede attenzione. Ad esso dobbiamo l'assunzione esplicita di una responsabilità politica: restituirgli dignità e funzione, perché insegnare è e deve tornare ad essere un lavoro bello, attrattivo e appassionante; perché studiare è la più efficace forma di allenamento alla vita adulta; e perché la scuola è un bene comune: un diritto di ciascuno e un dovere per lo Stato. Garantirlo a tutti, alle medesime condizioni, senza distinzione tra scuola statale scuola paritaria, e' il segno più convincente della li- bertà di educazione. Cari ragazzi, alla Vostra scuola non dovete chiedere solo qualche nozione o qualche competenza in più. Arricchi- ranno il vostro curriculum, ma non necessariamente le Vostre coscienze. Siate esigenti e intransigenti. La Vostra scuola deve aiutarvi a scoprire chi siete, a coltivare e promuovere le Vo- stre passioni, a sviluppare il Vostro desiderio di conoscenza e di affermazione della Vostra personalità. Cari ragazzi, non scommettete su quello che farete, ma su quello che sarete. La scuola, a fianco della famiglia, Vi accompagnerà in questo percorso.

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