Marzo-Aprile-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 16 due interrogativi di fondo: a) quali competenze certificare, avendo chiarito e assunto una definizione di com- petenza? b) quale significato, o meglio, quale va- lore aggiunto rappresentava per la scuola, per l’allievo la certificazione delle compe- tenze acquisite? Una prima indicazione orientativa e… uno spiraglio La Raccomandazione del Parlamento Eu- ropeo e del Consiglio, prima ricordata, è un documento importante nel percorso di svi- luppo della certificazione delle competenze perché la sua denominazione « Competenze chiave per l’apprendimento permanente » ipotizza, nella formulazione delle otto com- petenze, il profilo culturale e professionale del cittadino europeo. Tale raccomandazione invita gli Stati membri a raccordare le competenze da far acquisire a tutti i cittadini con un profilo ben definito e articolato, in termini di co- noscenze, abilità e atteggiamenti (intesi questi ultimi come modi di essere, significa- ti, valori). Non è infatti casuale che, a seguito del DPR n. 122 del 22.06.2009 (Regolamento della valutazione) che conferma la certifi- cazione delle competenze al termine della scuola primaria, secondaria di primo grado, e secondaria di secondo grado, venga pub- blicato il primo modello dal MIUR (già ricor- dato) valido per il termine dell’obbligo di istruzione, mentre si continua a chiedere alle scuole del primo ciclo di elaborare un proprio modello. Il segnale di chiarimento più forte e più chiaro in termini di significato arriva nel 2013 con il d.lgs. n. 13 del 16 gennaio. All’art. 1 di tale decreto si afferma: «La Repubblica, nell’ambito delle politi- che pubbliche di istruzione, formazione, la- voro, competitività, cittadinanza attiva e del welfare, promuove l’apprendimento permanente quale diritto della persona e assicura a tutti pari opportunità di ricono- scimento e valorizzazione delle competenze comunque acquisite in accordo con le atti- tudini e le scelte individuali e in una pro- spettiva personale, civica, sociale e occupa- zionale». Leggendo attentamente il testo si coglie la chiave di volta dell’intero percorso plu- riennale mirato a certificare le competenze formali e a definire le norme generali e i li- velli essenziali delle prestazioni per l’indivi- duazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard mi- nimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze a norma dell’art. 4, c. 58 e 68 della legge 28 giugno 2012, n. 92. Il testo del decreto legislativo, quasi a mo’ di glossario, precisa alcuni concetti fondamentali che accompagnano il lungo percorso di gestazione della certificazione delle competenze: - apprendimento permanente : qualsiasi at- tività, intrapresa dalla persona in modo for- male, non formale e informale , nelle varie fasi della vita, al fine di migliorare le cono- scenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e oc- cupazionale; - apprendimento non formale : apprendi- mento caratterizzato da una scelta inten- zionale della persona, che si realizza al di fuori dei sistemi scolatici e formativi forma- li, in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi, anche del volontaria- to, del servizio civile nazionale e del priva- to sociale e nelle imprese; - apprendimento informale : apprendimento che anche a prescindere da una scelta inten- zionale, si realizza nella svolgimento, da par- te di ogni persona, di attività nelle situazioni di vita quotidiana e nelle interazioni che in essa hanno luogo, nell’ambito del contesto di lavoro, familiare e del tempo libero. E riporta la definizione di « competenza » intesa come « comprovata capacità di utiliz- zare, in situazioni di lavoro, di studio o nello sviluppo professionale e personale, un insieme strutturato di conoscenze e di abi- lità acquisite nei contesti di apprendimento formale/non formale o informale ». Definizione già presente nella Raccoman- dazione del Parlamento Europeo e del Con- siglio del dicembre 2006. La proposta delle Indicazioni Nazionali (testo 2012) Il d.lgs. del 16 gennaio 2013, n. 13 con- ferma quanto già indicato nel testo delle In- dicazioni Nazionali per la scuola dell’infan- zia e della scuola del primo ciclo di istruzio-

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=