Marzo-Aprile-2014
CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE: UN PASSO AVANTI VERSO L’EUROPA Piero Cattaneo, Coordinatore didattico Licei Classico e Scientifico - Isituto sociale - Torino S ono stato sollecitato a dare il mio con- tributo al dibattito in atto sulle pagine della rivista «La Scuola e l’Uomo» in merito al significato, in questo momento storico, della certificazione delle compe- tenze formali, cioè delle competenze acqui- site dagli allievi nel sistema di istruzione e formazione che si conclude con il consegui- mento di un titolo di studio o di una qualifi- ca o diploma professionale. Ho accolto volentieri l’invito che mi è stato rivolto perché stimolato dalle rifles- sioni già pubblicate su numeri precedenti della rivista sulla stessa questione. Il mio contributo vuol essere complementare a quanto già affermato e sostenuto; soprat- tutto mi soffermerò su un aspetto parti co- lorare del problema del senso e del signifi- cato della certificazione delle competenze: il confronto con l’Europa. Un intreccio di «scelte» …all’italiana Il percorso attraverso cui In Italia si è ar- rivati alla certificazione delle competenze parte dagli anni 90, prima ancora della leg- ge 59/1997 che, tra le altre innovazioni, in- troduce nel sistema scolastico l’autonomia delle singole istituzioni. Spetterà poi al DPR n. 275/99 (Regolamento dell’autonomia) prevedere all’art. 10 la valutazione a livello nazionale delle competenze e la loro certi- ficazione sulla base di modelli che il MIUR si impegnava ad emanare. Ci sono voluti ben 11 anni perché arrivas- se alla scuola secondaria di secondo grado il modello per la certificazione delle compe- tenze al termine dell’obbligo di istruzione. In tal modo si rassicurava allo studente intenzionato ad uscire dal circuito scolasti- co, non necessariamente da quello formati- vo, un documento comprovante le compe- tenze acquisite e a quale livello. Il modello proposto dal MIUR con la CM n. 9/2010 fa riferimento in modo esplicito ai 4 assi culturali previsti dal «Nuovo obbli- go di istruzione» pubblicato dal Ministro Fioroni con il DPR del 22.08.2007. Contemporaneamente al documento sui 4 assi, il decreto riporta in allegato anche le otto competenze chiave di cittadinanza, trasversali ai vari assi culturali e non prese in esame dal modello sopra citato. Il riferi- mento alle otto competenze di cittadinanza richiama quanto previsto dalla Raccoman- dazione del Parlamento Europeo e del Con- siglio del 18.12.2006 per la promozione del- le competenze chiave per l’apprendimento permanente. A seguito del primo, e per ora unico mo- dello di certificazione delle competenze, va- lido sull’intero territorio nazionale, sorge il dubbio sul significato stesso di competenza ( che cos’è competenza? Quali differenze con- cettuali e semantiche con i concetti di cono- scenza, di abilità, di capacità,…? Quali tipo- logie di competenze (personale, disciplinare, trasversali)? E soprattutto con quali modalità e strumenti certificare le competenze? L’unica esperienza significativa rimane tuttora il frame work per la certificazione delle competenze linguistiche a livello eu- ropeo: un quadro di riferimento specifico, valido per l’intera Europa. Il suggerimento del MIUR alle scuole del primo e del secondo ciclo, negli anni, è sta- to quello di far riferimento all’autonomia scolastica, affinché ogni istituzione elabo- rasse un proprio modello di certificazione o un modello condiviso a livello territoriale o, per le scuole paritarie, a livello di rete e/o della stessa appartenenza culturale e/o as- sociativa. Non si possono nascondere, da parte di chi ha vissuto quel periodo e ha dovuto ac- compagnare collegi dei docenti a scelte non semplici e non facili, i dubbi e le perplessi- tà, i tentativi e i cambiamenti in corsa dei modelli di certificazione, non riuscendo a trovare se non provvisoriamente, risposte ai 15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014
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