Marzo-Aprile-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2012 2 E d i t o r i a l e L’insegnante diventa testimone vero, quando tutto ciò che comunica passa in prima istanza attraverso se stesso, e finalizza la propria azio- ne per aprire l’anima degli alunni, verso un cor- retto flusso vitale. Una simile azione educativo–testimoniale è impresa ardua e faticosa: richiede equilibrio, pazienza, motivazione, disponibilità a mettersi in gioco, oltre alla capacità di cogliere i senti- menti dei propri alunni anche al di là dei loro atteggiamenti. Tale azione va sostenuta da un impegno gra- tuito, significativo e liberante, che non manife- sta effetti immediati, ma nel tempo dà frutti, ossia concorre a formare persone libere e forti. Persone che si fidano della vita e, soprattutto, del Dio della vita. Il riscontro di questa azione, quindi, è colle- gato a coloro che con la propria vita mettono in pratica ciò che dicono e che sanno pagare di persona le proprie scelte di onestà, di coerenza, di fedeltà. I giovani, alunni o figli, non si possono ingan- nare. Spesso gli educatori, nel proporre loro alti ideali e di vivere per essi, considerando i propri limiti, si sentono inadatti, incapaci e scoraggiati nell’assumere responsabilità. Si domandano: come facciamo a dire ai nostri alunni o ai nostri figli che bisogna comportarsi in un certo modo se non riusciamo mai, per le no- stre debolezze, ad essere coerenti? Nasce così la tentazione di ridurre la verità, di offrire ai giovani solo quello che della vita si riesce a realizzare. Così si riducono gli ideali, si offre una vita banale. Non si può ridurre quel che si propone ai gio- vani solo a quello che vivono gli educatori in cri- si. Bisogna sempre proporre alti ideali, a cui ci si orienta anche per tentativi. Assieme, educatori ed educandi, potranno essere capaci di pensare una vita migliore. Tante volte gli stessi giovani riescono a ridare fiducia alle stanche perdite di speranza degli adulti, se hanno visto in loro l’umiltà e la tena- cia della ricerca, non tanto la brillantezza del risultato. L’educazione, attraverso il dialogo e la testi- monianza, si concretizza nel fornire continua- mente ai giovani i punti di riferimento, di cui essi hanno bisogno per capire il mondo che li circonda e per comportarsi in maniera responsa- bile e giusta. LAVORI CORSO IN Ci scusiamo con i Soci per il ritardo nell’edizione di questo numero, dovuto al nostro impegno per migliorare la rivista
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