Marzo-Aprile-2012
1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2012 E d i t o r i a l e Giovanni Villarossa, Presidente nazionale UCIIM DIALOGARE E TESTIMONIARE PER EDUCARE I l prossimo congresso nazionale si terrà in Ti- voli, dal 6 al 9 dicembre 2012, sul tema «Ol- tre la crisi: la scuola in dialogo». Questo numero della rivista è dedicato alla presentazione degli argomenti che saranno og- getto di approfondimento prima nelle sedi peri- feriche e poi durante il congresso. L’aspetto che vogliamo evidenziare è la ne- cessità di favorire un dialogo idoneo a sostenere la componente testimoniale nel rapporto educa- tivo e a stabilire alleanze con la famiglia, con la Chiesa e con altre agenzie educative, così come indicano i Vescovi negli Orienta- menti pastorali «Educare alla vi- ta buona del Van- gelo» per il de- cennio 2010- 2020. La componen- te dialogica, in ambito scolasti- co, necessita del sostegno di una valida dimensio- ne culturale, uti- le per potersi esprimere adeguatamente attraverso la testimo- nianza. Questa produce nei giovani coinvolgi- mento, accettazione, rispetto e favorisce, a sua volta, la ricerca della dimensione culturale. Il dialogo educativo, pertanto, deve impo- starsi secondo percorsi da adeguare alle nuove esigenze che esprimono gli educandi. Di fatto, bisogna cercare, individuare, cono- scere e utilizzare alcuni mezzi prevalenti nel- l’uso quotidiano dei nostri giovani digitalizzati . Di conseguenza sorgono spontanee le seguen- ti domande: i giovani hanno ancora bisogno di esempi e di testimonianze? è ritenuto ancora vero maestro chi testimonia con la vita le proprie idee? Ritengo di dover rispondere «si» a entrambe. Perché i new media non hanno reso più forti le nuove generazioni, ma più indifese e fragili. Gli alunni, che gli educatori incontrano, fan- no loro da specchio e riflettono un mondo adul- to allo sbaraglio, una società violenta dove ci si scontra per futili motivi, dove gli stessi adulti non hanno più re- gole. Regole, che i ragazzi richie- dono! Amarli e mo- strare loro di far- lo, scriveva don Bosco, è la sinte- si meravigliosa dell’educare! Parlare in questi termini di educazione e in- segnamento può sembrare pateti- co in questa società, ma, alla luce della espe- rienza e del sentire di molti educatori, si può af- fermare che è necessario recuperare all’interno della scuola il valore e il senso dell’amore inteso come esserci , come servizio per la promozione umana, oggi più che mai, di fronte alle ultime generazioni che spesso manifestano disincanto, provocazione e aggressività. Se, però, i giovanis- simi alunni comprendono che l’insegnante è pre- sente, che li coinvolge e dà prova di credere in quello che dice, si rendono disponibili a farsi guidare e si pongono in rispettoso ascolto.
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