Marzo-Aprile-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2012 26 L’UCIIM IN DIALOGO a cura di Angela Falletta, Celina Mastrandrea, Mirella Pacifico I l primo articolo dello statuto recita: «È costi- tuita l’UCIIM associazione professionale catto- lica di docenti, dirigenti, ispettori e formatori del sistema educativo d’istruzione e di forma- zione italiano, statale e non statale, (paritario e non paritario) della formazione professionale e dell’educazione permanente». Nata come Unione Cattolica Italiana Inse- gnanti Medi, l’UCIIM è stata costruita pietra su pietra dal suo fondatore, Gesualdo Nosengo, che l’ha amata e difesa fortemente animandola con la sua fede in Cristo e la sua straordinaria pas- sione educativa. L’ha voluta non come strumen- to di potere ma unicamente come strumento al- la scuola italiana, a tutta la scuola italiana, sta- tale e non statale. L’UCIIM, quale fucina di formazione spirituale e culturale per generazioni d’insegnanti, deve oggi ricordarsi di raccogliere e continuare la preziosa eredità del suo fondatore. Nosengo ha sempre lottato perché il docente uciimino avesse una competenza e una moralità professionale caratterizzata da una forte prepa- razione pedagogica, psicologica, didattica e di- sciplinare che gli facesse comprendere appieno l’importanza dell’insegnamento scolastico inte- so come «servizio alla verità» da ricercasi, come lui stesso affermava, in se stessa, negli alunni e nelle oggettive finalità della scuola. «Educare non è un mestiere ma la corrispon- denza a una chiamata a collaborare con Dio nel- la formazione di uomini perfetti». Educare è un’arte difficile ma entusiasmante che esige pazienza ma anche urgenza e riguarda il mistero della persona che ha il diritto di svi- lupparsi secondo la propria natura e la propria vocazione; l’azione educativa deve considerare la persona nella sua globalità e gettare le basi del futuro di un essere umano. Oggi, purtroppo stiamo vivendo una crisi glo- bale che non è soltanto prevalentemente econo- mica ma è crisi di valori, crisi d’identità che de- termina disorientamento, scoraggiamento e dif- ficoltà di dialogo. Occorre una buona capacità di lettura del tempo presente per dare risposte forti ai bisogni educativi e non solo che da ogni parte ci giungono. E in particolare gli educatori cattolici devono superare difficoltà a volte insormontabili, come l’eclissi del senso di Dio, l’identità personale frammentata, la difficoltà di dialogo tra le ge- nerazioni, la tendenza a ridurre il bene all’utile, il vero al razionale, la bellezza al godimento ef- fimero che spesso disorientano, ma spetta pro- prio agli educatori trasformare questi nodi criti- ci in opportunità educative. Saper leggere la cultura del proprio tempo aiuta a prevenire disagi e a escogitare strategie per rispondere alle sfide educative con concre- tezza, competenza e coerenza, coniugando fede e professionalità. Per realizzare un progetto così alto gli inse- gnanti devono anzitutto sentire la passione dell’educazione, devono essere «ricchi di uma- nità, maestri, compagni di strada» e devono da- re senso e significato a ciò che vogliono tra- smettere per orientare i giovani verso il bene comune e la trascendenza. Per raggiungere que- sti obiettivi è indispensabile sensibilizzare e coinvolgere le tre agenzie educative che vivono a stretto contatto con i giovani: Famiglia, Chie- sa e Scuola. Se la famiglia rimane la prima comunità edu- cante, la Chiesa, in quanto madre, dev’essere comunità di credenti in cui si è generati come figli di Dio, la Scuola ha il compito di trasmette- re il patrimonio culturale elaborato nel passato, aiutare a leggere il presente e far acquisire le competenze per costruire il futuro e insieme al- le altre agenzie educative, deve contribuire alla formazione della persona in ogni sua dimensio- ne, promuovendone lo sviluppo nella sua totali- tà. E per un’azione formativa veramente effica- ce occorre: - capire cosa fare della propria vita e decide- re dove andare e che strada intraprendere - sentire forte la centralità di Cristo nella propria vita - crescere in profondità e in estensione. E proprio l’UCIIM dev’essere l’ambiente de- putato a promuovere la crescita professionale del docente, a far maturare una particolare sen- sibilità spirituale e culturale per combattere

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