Marzo-Aprile-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2012 18 DIALOGO CON LE ISTITUZIONI E CON IL TERRITORIO a cura di Rosalba Candela, Francesco Castronuovo, Antonio Galdiero, Leonardo Riso, Caterina Romano «È leggero il compito quando molti si dividono la fatica» (Omero) La scuola ha sempre avuto un ruolo di fonda- mentale importanza, dal suo etimologico «pen- sante oziare» (skholé) al suo più recente e fre- netico rincorrere «competenze», più o meno spendibili nel mondo del lavoro. Tra nostalgici recuperi di ruoli ormai dismessi e ventate di mo- dernismo talvolta effimero e culturalmente in- consistente, la scuola di oggi, chiamata a legge- re e interpretare i diversi contesti in cui vive e opera, è alla ricerca di una nuova identità che le restituisca dignità e credibilità. Per farlo, de- ve rapportarsi con estrema lucidità, competenza e grande slancio ideale con le innumerevoli pre- carietà del nostro tempo, fuggendo le tentazioni omologanti quanto le insidie del disimpegno mo- rale e la conseguente disattivazione della co- scienza . DEFINIZIONE di SCUOLA : Chi vive e opera nella scuola con impegno e passione non può non avvertire l’urgenza di azioni educative volte a favorire lo sviluppo integrale della persona, mettendo in atto interventi pedagogici struttu- rati e proposti in maniera tale da rispondere, nei temi e nelle metodologie, ai bisogni formati- vi dei ragazzi, tenendo conto della relazione esi- stente tra sviluppo cognitivo e apprendimento sociale. Sviluppo che non può essere affidato so- lo alla SCUOLA, non più unica depositaria dell’educazione dei ragazzi, ma COMUNITÀ CHE INTERAGISCE con altre agenzie capaci di aiutare e sostenere il processo di crescita delle nuove generazioni, in un momento in cui prepo- tente emerge il fenomeno dai più definito «emergenza educativa», che trova le sue cause nella complessità dell’organizzazione sociale, nel progresso tecnologico, che sembra assorbire tutto ciò che è «umano», nelle continue trasfor- mazioni sociali, culturali ed economiche. Non siamo più nell’ambito della scuola post unitaria alla quale, «fatta l’Italia», era affidato il compito di «fare gli italiani», né in quella che ci deriva da una società industriale. La realtà moderna caratterizzata dalla «lifelong learning» ci induce a pensare all’educazione come un pro- cesso che si prolunga lungo tutto il corso di vita del soggetto e si sviluppa attraverso varie moda- lità formali (sistema scolastico e della formazio- ne professionale), non formali (agenzie formati- ve extrascolastiche alle quali è riconducibile un’intenzionalità formativa) e informali (agenzie sociali che producono formazione in ambiti di- versificati e in contesti sociali di carattere infor- male). L’autonomia consente di fare sintesi e condivisione con tutte le agenzie impegnate sul campo dell’educazione e istruzione per rispon- dere in maniera efficace alle nuove sfide educa- tive. La scuola deve riappropriarsi in pieno del suo ruolo istituzionale, deve tornare a credere nei valori che danno senso alla vita. Deve com- battere i mali della società e non portarli al suo interno. 1. Grande la mole normativa in materia sco- lastica in quest’ultimo ventennio nel tentativo di dare un corpo e un’anima all’Autonomia, con- cetto elaborato sotto le diverse angolazioni fino agli anni 2000, spesso disorganica e non sempre in grado di cogliere la complessità del sistema (citiamo gli interventi più significativi : D.LGS. 31 MARZO 1998, N. 112, DPR 275/99, D.LGS. 30 LUGLIO ’99, N. 300, IL D.P.R. 6 NOVEMBRE 2000, N. 347), ma che solo la RIFORMA DEL TITOLO V DEL 2001, caratterizzata da una visione interna e internazionale più ampia del concetto di istru- zione, che, coinvolgendo le altre agenzie si pro- ietta nel sistema della lifelong learning, riesce a fare sintesi tra i soggetti coinvolti: scuola, fami- glia, alunni, mondo economico e, in particolare, enti locali. 2. INTERAZIONE DELLA SCUOLA CON GLI EN- TI LOCALI : in questo quadro di riforme costitu- zionali, ancora in continua evoluzione (vedi da ultimo le proposte normative con le quali si in- tende riformare il sistema di governo della scuo- la), va collocato il rapporto tra scuola ed enti locali, nel quale un ruolo determinante è affida- to alle autonomie, locali e scolastiche, con il compito di garantire sia il carattere unitario del sistema dell’istruzione, sia l’esercizio di fonda- mentali diritti di cittadinanza su tutto il territo-
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