Marzo-Aprile-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - 17 Anno LXIX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2012 astratte, ma di offrire un’esperienza da condivi- dere. Dall’esempio di Gesù Maestro apprendia- mo che la relazione educativa esige pazienza, gradualità, reciprocità - L’educazione non può risolversi sic et simpliciter in una didattica, in un insieme di tecniche o metodologie da appli- care, ma il suo scopo è quello di «formare nuove generazioni che sappiano entrare in rapporto col mondo, forti di una memoria significativa che non è solo occasionale, ma accresciuta dal lin- guaggio di Dio che troviamo nella natura e nella rivelazione, di un patrimonio interiore condivi- so, della vera sapienza che, mentre riconosce il fine trascendente della vita, orienta il pensiero, gli affetti e il giudizio» (3). - L’UCIIM si riconosce pienamente nella defi- nizione che gli orientamenti danno della scuola. Tale visione corrisponde perfettamente con quanto sostenuto nella tradizione UCIIM. Essa viene intesa come una comunità organizzata nella quale si vive con delle regole finalizzate all’acquisizione di apprendimenti sistematici. Essa viene anche concepita come esperienza vis- suta e controllata da alcuni uomini che intendo- no fare da guida e da orientamento per altri es- seri umani meno esperti. Vale la pena riportare alla lettera la bella definizione che i vescovi nel documento «Educare alla vita buona del Vange- lo» al n. 46, danno della scuola. In tale defini- zione la nostra associazione si riconosce piena- mente: «La scuola si trova oggi ad affrontare una sfida molto complessa, che riguarda la sua stessa identità e i suoi obiettivi. Essa, infatti, ha il compito di trasmettere il patrimonio culturale elaborato nel passato, aiutare a legger il pre- sente, fare acquisire le competenze per costrui- re il futuro, concorrere mediante lo studio e la formazione di una coscienza critica, alla forma- zione del cittadino e alla crescita del senso del bene comune». - Per il raggiungimento delle finalità nel cam- po educativo la Chiesa sollecita il dialogo e la collaborazione permanente con le istituzioni scolastiche attraverso le associazioni di docen- ti, genitori studenti di ispirazione cristiana, sug- gerendo di mettere in atto un’adeguata ed effi- cace pastorale della scuola e dell’educazione: - Il dialogo tra l’UCIIM e la Chiesa, avviene principalmente nella chiesa locale, consapevoli che «là dove c’è il vescovo lì c’è la Chiesa», Il legame con la chiesa particolare deve essere, dunque, molto forte. Proprio in quelle sedi l’UCIIM deve dare il proprio contributo per la elaborazione della pastorale della scuola: la no- stra associazione non ha una propria pastorale ma contribuisce a costruire quella della chiesa particolare nel cui ambito opera. Per i prossimi anni è evidente che ogni chiesa particolare do- vrà progettare il proprio cammino in sintonia con gli orientamenti nazionali. Con viva soddi- sfazione L’UCIIM prende atto che in essi è espressamente previsto che la comunità eccle- siale è chiamata a valorizzare le potenzialità educative dell’associazionismo professionale. Al- la luce degli Orientamenti la collaborazione del- l’UCIIM con la comunità ecclesiale va fatta in- nanzitutto con un’attenta verifica delle scelte pastorali sinora compiute, pertanto, a livello na- zionale, si procederà a valutare gli effetti dei progetti educativi e gli strumenti elaborati dalla CEI. A livello locale, verranno considerati i punti di debolezza e di sofferenza presenti nei diversi contesti educativi, così come verranno diffuse le buone pratiche e le esperienze positive perché non restino patrimonio di pochi. - L’UCIIM è consapevole che per il supera- mento dell’emergenza educativa appare indi- spensabile agire sulla formazione del personale docente, è solo in tal modo che si potrà innalza- re il livello qualitativo della scuola, che deve es- sere «scuola di tutti e di ciascuno». L’UCIIM che ha nella formazione dei docenti e di quanti ope- rano nel mondo della scuola il proprio carisma, sente di rispondere all’appello della Chiesa, or- ganizzandosi per una formazione professionale, culturale e religiosa dei soci, dei simpatizzanti e di quanti si avvicinano, a vario titolo, all’asso- ciazione. Diventa indispensabile collaborare strettamente con le altre associazioni ecclesiali che si occupano di educazione e di formazione del personale della scuola, occorre anche inten- sificare la collaborazione con le associazioni ec- clesiali di genitori e di studenti e di dirigenti scolastici. - In sintonia con le raccomandazioni della Chiesa, l’UCIIM si farà promotrice di un ampio dibattito e di un confronto sulla questione edu- cativa, non solo nell’ambito delle istituzioni sco- lastiche ed educative ma nell’intera società ci- vile, al fine di favorire le auspicate convergenze e il rinnovato impegno di quanti hanno a cuore le sorti della persona umana. - L’UCIIM prende atto della grande intuizione della chiesa che la risposta all’emergenza edu- cativa deve essere la creazione di una grande rete di alleanze educative fra tutti coloro i quali hanno delle responsabilità educative nell’ambito sociale ed ecclesiale. (3) B ENEDETTO XVI, Discorso alla 61 a assemblea generale della CEI, 27 maggio 2010.
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