Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011

ralismo politico e sindacale ha messo in evi- denza questa consapevolezza. Non si tratta — si è detto — solo di prendere atto della esi- stenza di vari modi di essere e di operare, ma si tratta anche di individuare entro la com- plessità delle posizioni gli elementi di una ri- cerca e di un cammino verso la verità. Se ne evince — come già si era osservato — che l’Unione, quale comunità di insegnan- ti cattolici, attenta ai problemi che nella scuola, dalla scuola e per la scuola si svilup- pano in stretto collegamento con le forze operanti e decisionali delle altre istituzioni societarie, non può e non deve essere agno- stica e indifferente alle scelte né sul piano dei principi, che tuttavia riprende dal magi- stero della Chiesa, né sul piano dei momenti operativi e delle presenze nei quali si quali- fica e si realizza la azione dell’Unione. Il Congresso ha proposto perciò alla ri- flessione e allo studio di tutti i soci, anche l’intera problematica emergente dalla realtà sindacale, e in particolare, attorno al tema dell’unità di tutti i lavoratori in un quadro di dialogo, reciproca comprensione, effettivo e autentico pluralismo. Il Congresso non ha trascurato di conside- rare la situazione esistente entro la scuola ita- liana, ove spesso la dimensione democratica viene inquinata da tentativi di violenza e so- praffazione che, a lungo andare, uniti allo svuotamento del significato culturale della at- tività scolastica portano ad operare una effet- tiva discriminazione ai danni dei più deboli, degli emarginati, dei figli di categorie meno abbienti, ai quali non viene assicurata, di con- seguenza, quella informazione di base che de- ve consentire di superare la condizione dell’e- marginazione sul piano civico e sociale. È particolarmente importante l’orienta- mento dato dal Congresso ai nuovi organi di- rettivi centrali di impegnarsi per ottenere la garanzia di un effettivo pluralismo nella scuo- la, con il rispetto della libertà di tutti nel con- fronto democratico delle opinioni e con il ri- fiuto della violenza e della sopraffazione. Il Congresso dell’UCIIM non ha ri- sparmiato severe critiche alla situa- zione di immobilismo parlamentare che ha condotto la Scuola Seconda- ria Superiore ad uno stato di estre- ma gravità; indubbiamente la situa- zione di stallo politico sulla quale ci si è dovuti collocare da oltre 10 anni a questa parte, ha contribuito a non fare evolvere il discorso della rifor- ma. È vero che — è stato osservato — l’introduzione di nuovi organi col- legiali di gestione ai vari livelli della scuola italiana e la partecipazione ad essi dei genitori e degli studenti, come delle for- ze sociali e sindacali, può costituire una va- lida premessa per la costruzione dal basso di ipotesi alternative e, in questo senso, il Con- gresso ha fortemente sottolineato l’esigenza di una seria sperimentazione che sia rispet- tosa dei principi costituzionali, della co- scienza morale e civile degli alunni, del di- ritto degli alunni al libero e pieno sviluppo della personalità; ma è vero anche che sono già emerse chiaramente alcune esigenze di interventi legislativi, quali il prolungamento dell’obbligo scolastico sino ai 16 anni di età, la precisa collocazione dell’Istruzione Pro- fessionale e la legge-quadro conseguente, il superamento della struttura diversificata ed articolata a «canne d’organo» della scuola secondaria superiore, codificando invece l’i- stituzione di una scuola secondaria superiore comprensiva che, al suo interno, abbia un nucleo di contenuti programmatici comuni e si articoli in orientamenti e indirizzi che, a seconda della fase dell’età evolutiva, siano finalizzati prima all’orientamento e poi al- l’acquisizione di una effettiva competenza. Si richiedono quindi — e a breve scadenza — precisi interventi legislativi che non possono essere ulteriormente rinviati. L’Unione ha anche considerato con parti- colare attenzione il problema dell’aggiorna- mento degli insegnanti e, a tal fine, ha au- spicato che sia dato conveniente spazio an- che nel settore delle nuove tecnologie di- dattiche, ivi comprese quelle gestite dalla Rai-TV, agli interventi finalizzati alla prepa- razione tecnico-didattica dei docenti. Dal complesso delle mozioni conclusive del Congresso, che riflettono e integrano l’intensità del lavoro svolto a livello centrale e periferico nella fase preparatoria del Con- gresso, emerge con piena chiarezza la con- statazione che l’UCIIM possiede una carica di vitalità che le consente di porsi come gruppo vivo nel contesto della società italiana. LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 5

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