Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011

indette nella scuola per iniziativa preminen- te dei sindacati confederali cui si sono subi- to affiancati i sindacati autonomi. Nulla da eccepire sulla validità democra- tica di una consultazione di base, ma molto da rilevare sull’iter seguito per la sua con- creta realizzazione. Ci siamo, infatti, trovati di fronte ad una concessione fatta in termini di tempo che non hanno consentito di fare acquisire a tut- ti la documentazione necessaria per il dibat- tito (documentazione, peraltro, ancora non ufficiale, nè facilmente accessibile). Le assemblee — realizzate, in contrasto con la legge n. 477, durante lo orario delle le- zioni — proprio a causa della improvvisazione, sono state facilmente, e spesso, strumentaliz- zate da gruppi che non si sono lasciati sfuggire l’occasione per una mobilitazione dei docenti anche su temi che nulla avevano a che fare con lo stato giuridico, entrando, ad es., anche nella questione del referendum. L’Unione ha espresso il proprio punto di vi- sta su queste vicende assembleari in un comu- nicato alla stampa cui rinviarne e che, peral- tro, — dato il clima di non libertà di informa- zione oggi dilagante — è stato raccolto solo da pochissimi quotidiani: questa posizione l’Unio- ne ha adottato non per opporsi a incontri e di- battiti democratici — che essa auspica — ma per protestare contro metodi poco corretti che preludono a strumentalizzazioni di parte da non accettarsi entro la scuola. Si affermava infatti nel comunicato dira- mato il 18 aprile: « L’U.C.I.I.M., presa conoscenza del fono- gramma ministeriale secondo il quale, nel periodo dal 17 al 22 aprile, su modalità da concordarsi con i Provveditori agli Studi, po- tranno svolgersi nelle scuole riunioni di stu- dio per docenti sui decreti delegati di appli- cazione dello stato giuridico, pur rilevando la intempestività dell’iniziativa che rischia di scatenare, in una fase delicata dell’anno scolastico, conflittualità non motivate a causa della carenza di una esatta informa- zione sul contenuto degli schemi dei decreti delegati stessi, ancora in via di elaborazio- ne; pur esprimendo la propria perplessità sulla efficacia della consultazione in quanto essa viene a sovrapporsi, nel tempo, all’at- tività sia della Commissione mista fra parla- mentari e sindacalisti sia del Consiglio Supe- riore della P.I., orfani che debbono conclu- dere i loro lavori su questo argomento nei prossimi giorni; tuttavia, invita tutti i pro- pri aderenti e simpatizzanti a partecipare attivamente alle previste assemblee dei professori che avranno luogo entro gli Istitu- ti scolastici al fine di testimoniare il punto di vista dell’Unione sul complesso tema del- lo stato giuridico dei docenti e della gestio- ne democratica della scuola ». Altre riflessioni sull’esperienza congres- suale possono essere sviluppate. Si è regi- strata la esistenza di una significativa con- vergenza dei Congressisti sull’identità del- l’UCIIM nei termini nei quali essa era stata impostata dalle relazioni svolte dai Proff. Agazzi e Checcacci. Si è, cioè, ribadita la necessità di un gruppo di docenti che perse- guano l’animazione cristiana della realtà scolastica sia mediante l’apostolato della competenza e dell’impegno professionale in piena coerenza fra fede e professione inse- gnante, sia mediante lo studio attento dei problemi strutturali della scuola e la elabo- razione di proposte di soluzione, sia, ancora, mediante la presentazione di tali soluzioni a coloro che, sul piano operativo, hanno la ca- pacità e la possibilità di intervenire e di as- sumere le relative deliberazioni, sia — infine — mediante una coerente azione personale e di gruppo nell’ambito ecclesiale, come entro la scuola ed entro la società. In questa prospettiva l’UCIIM non rinuncia affatto ad essere un gruppo che sollecita i colleghi a dare una testimonianza personale fatta di piena donazione e nello stesso tem- po di pieno rispetto di quelle che sono le leggi intrinseche della realtà professionale nell’intento di testimoniare Cristo nella scuola fra i giovani. Il che significa che i docenti cattolici, senza precludersi affatto presenza personale ed animatrice entro i partiti ed entro i sin- dacati, conoscono la validità di una struttura specifica, professionale, distinta da quelle sindacali, non collaterale ad esse, come non collaterale con altre strutture partitiche. Ta- le struttura ha diritto ad avere un proprio spazio specifico anche sul piano civile non tanto per esercitare una «supplenza» verso altre istituzioni ma piuttosto per svolgere il proprio ruolo di iniziativa, di ricerca, di sti- molo e di proposta entro il contesto plurali- stico, in quanto componente che acquista credibilità nella misura della coerenza e del- la serietà dei proposte. Il discorso potrebbe apparire velleitario, ma, in realtà, ciò non è, come dimostra la storia dell’UCIIM dal suo sorgere ad oggi. Ciò non significa che non siano state avvertite in tutta la loro gravità le difficoltà e le tensioni della presente situazione entro il paese ed en- tro la scuola italiana. La vivacità che ha carat- terizzato la ricerca di una definizione dell’at- teggiamento da tenere nei confronti del plu- LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 4

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