Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011
LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 45 UN TENTATO RACCORDO DELL’UCIIM CON LA SCUOLA CATTOLICA ITALIANA (FIDAE) I l cono di luce, che posso proiettare sul pal- coscenico del novantesimo anno di età del- la cara «PRESIDENTE», la professoressa Ce- sarina Checcacci, non potrà illuminare l’inte- ro palco. Sarà uno sprazzo di luce ristretto, settoriale, decentrato, di dettaglio. Tuttavia, esso, potrà risultare, forse, di qualche esem- plarità, per la sua unicità. Verrà acceso, dal vissuto personale di due miei mandati di con- sigliere centrale UCIIM, cooptato su indicazio- ne della FIDAE (scuole cattoliche italiane), a cavallo degli anni settanta e ottanta. Quel periodo, mi fornì l’occasione di una fortunata e feconda esperienza di doppia ap- partenenza, non certo agevole, alla Federa- zione di docenti e dirigenti di scuola cattoli- ca, e in contemporanea alla Unione di catto- lici docenti nella scuola statale. Questa si- tuazione mi consentì di confrontare due li- nee di politica scolastica, ricche di comu- nanze, di divergenze, di tentate convergen- ze. Ma, essa, soprattutto, fece nascere ami- cizie mai più dissolte dall’oblio, nonostante esse abbiano fatto parte di un ormai lontano spezzone della mia vita di quarantenne. Tra queste, mi è stata chiesta la «rimemorazio- ne» dei miei ricordi della «cara Cesarina». Dizione affettuosa, per me insolita, affetto da giustificare per una mia mancanza di co- raggio. Tanto è stato e resta l’affetto per lei, altrettanto ha potuto l’atteggiamento di ri- verenza nei suoi confronti. Non sono mai riu- scito a darle del «tu», pur rimproverato da lei, per questo mio atteggiamento. Curioso, è, pure, il fatto, che io non abbia mai sapu- to, pienamente, farmene una ragione. Forse, era calata anche su di lei, l’aura mitica, che ho sempre nutrito, assieme ai miei compagni dell’elementare, per il solo e unico maestro dei cinque anni di quel percorso scolastico. Il lei, a quel celebrato insegnante già lo dove- va mio padre, suo ex-alunno. Lo ripetè mia madre, quando per la sola volta in un quin- quennio, gli parlò a fine corso, per porgli la domanda: «Lo facciamo continuare negli stu- di, questo figliolo?». Così per riparare questa mia passata reticenza, la chiamerò «cara Ce- sarina», come mai prima mi ero permesso. In verità, il primo mio contatto con l’U- CIIM, non avvenne suo tramite. Ma a Formia, in occasione del convegno nazionale UCIIM sulla educazione e partecipazione civico-poli- tica. All’avvio di un gruppo di lavoro organiz- zato attorno al tema massmedia e partecipa- zione politica , venni indicato come esperto massmediale e verbalizzatore dei lavori del gruppo stesso. Questa mia disponibilità occa- sionale ed imprevista, mi aprì le porte della conoscenza, della stima, dell’amicizia dell’in- faticabile terzetto tosco-aretino, costituito dall’ispettore Arles Santoro, dal preside Sal- vatore Rapisarda, dalla docente Grazia Millo- ni, responsabile culturale della sezione UCIIM di Arezzo. La successiva partecipazione ai se- minari aretini per la riforma della secondaria superiore; la collaborazione con il Provvedito- rato di Arezzo, per iniziative di aggiornamen- to e di formazione iniziale e in servizio dei docenti, in provincia e in regione, e la dispo- nibilità della responsabile dell’aggiornamento dei docenti del provveditorato aretino, a col- laborare con la Fidae nazionale e regionale laziale, svilupparono sinergie virtuose, dai ri- sultati apprezzabili, (a detta dei destinata- ri!), tra FIDAE e UCIIM, sul piano provinciale, regionale, interregionale (Toscana, Lazio, Campania). Contemporaneamente nell’istituto del centro storico di Roma, dove insegnavo, feci ospitare la sezione San Giovanni dell’UCIIM, attorno alla quale, per certi aspetti di intese programmatiche, ruotavano le liste di genito- ri, di alunni, di docenti e di dirigenti di ispira- zione cristiana per la preparazione alle elezio- ni negli organi collegiali del nono distretto scolastico di Roma ed anche per il consiglio scolastico provinciale romano, dove ero stato eletto tra i docenti di ispirazione cristiana. Non fatico a riconoscere che, grazie ad amici intimamente convinti della opportunità di rac- cogliere la sfida, per un confronto democrati- co con le altre liste di diversa ispirazione, la scuola cattolica e i cattolici nella scuola stata- le, svilupparono una notevole convergenza di sforzi. Attivi sul campo,tra i molti, in quel pe- riodo, per l’UCIIM, ricordo la prof. Annalisa di Lucio GALBERSANINI, già Consigliere centrale UCIIM
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