Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011
LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 40 Cesarina spendeva in particolare la sua energia nella condivisione delle nostre re- sponsabilità di insegnanti e di educatori ani- mati dallo spirito di Gesù Cristo. Era in lei una militanza in tutti i momenti. In un artico- lo che aveva scritto per il nostro bollettino semestrale oggi trilingue, SIESC-ACTUEL/SIE- SC-AKTUE/SIESC-TODAY del gennaio 1990, lei insisteva sulle nostre responsabilità comuni, sull’appoggio che noi ci diamo condividendo tali responsabilità secondo la forma peculiare di ogni paese, sul nostro dovere di farle cono- scere a coloro che hanno responsabilità pub- bliche e responsabilità ecclesiali. Questa preoccupazione ha segnato la scel- ta dei temi delle Rencontres delle quali lei stessa ha condotto l’organizzazione in Italia; il suo senso internazionale le faceva ricercare invitati non italiani e il suo senso di contributo all’UCIIM la portava a chiamare relatori ita- liani di cui ricordo ancora il nome: - nel 1982, a Varese, «Scienza e fede, pro- spettive nuove su un vecchio problema» , con la partecipazione del professor Evandro Agaz- zi che aveva assicurato le tre conferenze. - nel 1986 a Recoaro Terme, «Gli educa- tori cristiani di fronte ai problemi della bio- tecnologia» , con i professori Sergio Curtoni e Marco Milano Comaretti. Era stata una Ren- contre organizzata velocemente nel corso dello stesso anno in seguito alla defezione di un’altra città. Nel 1992 a Urbino, «Esiste un’identità culturale europea?», con i professori Arman- do Rigobello, Monsignor Elio Sgreccia, Paolo Siniscalco, Lino Venturelli, Gianni Sciolla. Nel 1996 a Nocera Umbra, “Educazione e divenire della democrazia – per una nuova cittadinanza” con i professori Roberto Gatti e Renato Mion. Si vede come la preoccupazione della re- sponsabilità degli insegnanti si articoli in una riflessione sui problemi della scienza e della fede, che mettono in gioco tutta la riflessio- ne cristiana, a cui lei esortava con grande ri- gore. Pur non mostrando pubblicamente un grande interesse per la tecnologia, lei ricor- dava regolarmente le basi tecnologiche con- ciliari. Forse la sua cura verso la realizza- zione pratica di questa grande preoccupazio- ne le faceva lasciare in secondo piano una ricerca intellettuale che non fosse immedia- tamente necessaria. Subito dopo ogni «Rencontre» , Cesarina ne distribuiva a molte persone un resoconto essenziale e preciso, per farne conoscere il contributo anche al di là delle nostre associa- zioni. In questo e in altro si manifestava la sua maniera di esercitare il suo senso di re- sponsabilità verso le cose del mondo, con la sensibilità che le era propria. Lei pensava e auspicava che su questioni importanti riguar- danti l’insegnamento e l’educazione, il SIESC manifestasse la sua posizione in pubblico e presso le istituzioni politiche europee, come fa l’UCIIM in Italia in ragione stessa dei suoi obiettivi e dei suoi percorsi. Entrava così in dibattito con altre associazioni con obiettivi e percorsi differenti, come l’associazione dei professori francesi delle Scuole pubbliche chiamata «La Paroisse Universitarie» che non si impegnava, in quanto tale, sulle questioni dell’insegnamento, ma che era luogo di una riflessione condivisa e non necessariamente unanime. Peraltro, l’impegno evidenziatovi dagli insegnanti dimostra la scelta della pro- pria organizzazione come frutto di loro deci- sione personale. Bisognava trovare allora la posizione che potesse essere accettabile tenendo conto che ogni associazione è radicata nel proprio paese con la sua storia di relazioni con la Chiesa, con la cultura locale e con lo Stato. La relazione internazionale non sfugge a questi confronti che oltrepassano le persone; esse sono costitutive della vita internazionale con conseguenze molto più gravi nei campi politici, economici e soprattutto militari. Il SIESC è un luogo in cui, senza durezza, ma in spirito di verità, ciascuno può fare l’e- sperienza della complessità internazionale al di là della vita nazionale e delle posizioni personali. Cesarina vi ha occupato un posto indiscutibile e vi ha portato una fortissima presenza dell’UCIIM. Lei era molto esigente sulla qualità spiri- tuale delle Rencontres, sulla loro atmosfera; per contro accettava delle liturgie poco pre- parate, che altri avrebbero preferito più ela- borate e più adatte al tema trattato: anche questo era uno sperimentare la diversità delle sensibilità. Essendo stato spesso con lei al centro del dibattito, l’uno e l’altra infervorati nel far comprendere le basi delle nostre posizioni, e presi anche, fondamentalmente dal dialogo fraterno, abbiamo vissuto con gli altri mem- bri del Consiglio del SIESC una esperienza umana e spirituale molto arricchente. Quan- do da una parte e dall’altra il rispetto è fon- dato sul riconoscimento della presenza del Cristo, ci si avvicina senza barare alla beati- tudine dei pacifici. La mia maniera di parlare di Cesarina è certamente colorita da un’amicizia profon- da, poco espansiva e molto discreta, ma Ce- sarina resta colei a cui si pensa, nel SIESC, con una gratitudine assolutamente meritata.
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