Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011

E d i t o r i a l e LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 2 bri. Infatti, dal 2000 in poi, con i ministri della P.I. Berlinguer e De Mauro si delineò l’impianto di riordino dei cicli scolastici, mai attuato, e successivamente con il ministro Moratti si definì la riforma scolastica, che ha avuto revisioni ed integrazioni dal ministro Fioroni e dal ministro Gelmini. Malgrado l’alternarsi di governi e ministri e di conseguenti riforme resta significativo e fondante il messaggio della presidente Chec- cacci che ha sostenuto la necessità del « po- tenziamento del ruolo della scuola come luogo privilegiato di elaborazione di un pro- getto culturale che recuperi in unità di sen- so la frammentarietà dei messaggi e che co- stituisca un vero e proprio antidoto nei con- fronti della potenza livellatrice delle mode e dei miti di massa nonché come liberazione delle giovani generazioni dalla subordinazio- ne ai conformismi imperanti» (Relazione al Congresso 1997) . La collocazione temporale in prossimità dell’inizio del terzo millennio le fece cogliere l’esigenza di segnalare alle istituzioni la pre- parazione della scuola ad affrontare un effet- tivo rinnovamento. « Sarà necessario cogliere in nuce i segni di questo rinnovamento per farli crescere e sviluppare; sarà anche neces- sario renderci conto non solo dei segnali di speranza, per riconoscere le linee di svilup- po, ma anche dei segnali negativi per demi- tizzarli» (La Scuola e l’Uomo, n. 12, 1996). Cesarina Checcacci ha sempre sostenuto che la scuola, che deve raccordare il passato con il futuro, ha la gran- de responsabilità di sostenere l’e- sercizio dell’apprendimento delle conoscenze per far costruire il sa- pere e di sviluppare le capacità di organizzazione e di utilizzazione della stesso per mettere il sogget- to-alunno nelle condizioni di deci- dere ed operare autonomamente e nel rispetto delle istituzioni. Di conseguenza, ribadì che i giovani studenti del 2000 devono essere posti in condizione di assu- mere il sapere, esercitare il saper fare, costruire il saper essere, educarsi al saper stare con gli altri per sostenere il proprio cammino in una società nuova, che va orien- tata nell’avvalersi delle proprie scoperte e nell’utilizzare le inno- vative risorse della tecnologia, « senza farsi catturare entro la ne- gazione dei valori umanistici che, invece, debbono essere ulteriormente vissu- ti e affermati» (ivi). AUGURI CESARINA! UN MESSAGGIO PER IL FUTURO L’UCIIM: la sua soggettività sul piano ecclesia- le, professionale, sociale e politico L’UCIIM, infine, non può, soprattutto oggi, non proporsi come « soggetto sociale e politico ». Ri- cordava Gesualdo Nosengo che la politica è l’arte di costruire un ordine umano nel mondo della natura e della storia; un compito non di esclusiva competenza dei politici, ma coinvolgen- te tutta la società civile. Si tratta, di avviare con le forze politiche e sindacali nuove forme di cor- relazione e nuovi rapporti che consentano di sta- bilire, nel rispetto reciproco, la positiva interazio- ne delle competenze; ad esse bisogna risponde- re con chiarezza anche sul terreno della parteci- pazione alla gestione della scuola. Si tratta, per le organizzazioni sindacali, di perseguire la tute- la dei lavoratori della scuola, sollecitando l’atti- vazione delle necessario condizioni di vita; per le associazioni, di individuare e proporre criteri e valori ai quali ispirarsi, e contribuire allo studio dei problemi con la comunicazione delle espe- rienze e la promozione di un costume professio- nale coerente con il bene comune. […] ( C. Checcacci, La Scuola e l’Uomo n. 12/1992)

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