Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011

LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 33 UNA SINTESI TRA ETICA DELL’INTENZIONE E DELLA RESPONSABILITÀ «C he cos’è un mito? Darò subito una risposta molto semplice, che si accorda perfettamente con l’eti- mologia: il mito è una parola » (Roland Barthes). La lezione del grande scienziato francese prosegue dimostrando che il mito, non potendo essere un oggetto, è un mes- saggio, una comunicazione, una forma. E qui, sulla soglia della semiologia che dà per acquisite l’affinità strutturale tra la parola e il mito e la reversibilità concettuale dei due termini, incomincia la riflessione intorno a un nome mitico del sistema educativo italia- no: Cesarina Checcacci; un mito che irrompe nel proscenio dell’istruzione e della forma- zione accompagnato da un sentimento di ammirazione che proviene sia dalla rappre- sentazione del suo ruolo istituzionale, spesso assai rilevante, sia –e soprattutto– dalla si- gnificazione della sua opera, nondimeno tanto preziosa. Su questo secondo aspetto, proprio della testimonianza e del lavoro straordinari di Cesarina, si richiama l’atten- zione segnalandone la correttezza sul piano del metodo e la pregevolezza sul piano del contenuto; correttezza e pregevolezza ac- certate nella esperienza e collaborazione condivise durante la ideazione e la stesura del progetto e dei programmi per la Scuola secondaria di II° grado e in numerose altre occasioni di sostegno dell’attività legislativa del Parlamento. Sotto il profilo del metodo , inteso sem- plicemente come un modo abituale di proce- dere, di agire, di trattare, Cesarina non ha nulla da rimproverarsi né altri hanno motivo di biasimarla in quanto il suo comportamen- to (sia intellettuale sia pratico) è sempre garbato, dignitoso e cordiale. Posto il con- cetto al riparo da una accezione filosofica o scientifica o tecnica, il metodo di operare e di cooperare di Cesarina nei riguardi o nelle relazioni con altre persone, si configura in alcuni criteri che si formulano in forma di sentenze: cerca assiduamente il confronto dialogante con le grandi scuole di pensiero, con le diverse parti politiche, con i mondi vitali della società civile, con i numerosi or- ganismi democratici, ponendosi sempre in un atteggiamento di ascolto, a volte in un rapporto critico e dialettico con gli stessi, volto al raggiungimento di una intesa su un livello culturale sempre più alto; sollecita la partecipazione determinante dei singoli operatori dell’universo scolastico e dell’as- sociazionismo professionale, senza distinzio- ne di appartenenza ideale e senza timidezze gelose, al fine di allargare il consenso sulle ipotesi di ammodernamento del sistema educativo nella convinzione che le idee vali- de fanno breccia anche nei muri più graniti- ci; pratica una intransigenza tollerante in difesa dei valori in cui crede costringendo se stessa alla coerenza e, nello stesso tempo, comprendendo e accettando le opposte «sensibilità» di altri con i quali spera di tro- vare una qualche convergenza; assume un ruolo osservante delle prerogative politiche e amministrative, esercitate dai suoi interlo- cutori o referenti, ma anche osservante dei confini segnati per i suoi incarichi i quali vengono espletati con misura e umiltà essen- do sgombri da convenienze e da secondi fini; svolge un impegno estenuante nelle commis- sioni di lavoro, nei gruppi di studio, nella compilazione dei documenti... portando un contributo di ottima qualità con lo sguardo rivolto costantemente alle esigenze della scuola «militante» e ai bisogni e alle attese delle giovani generazioni; offre un aiuto in- di Beniamino BROCCA, già Sottosegretario di Stato MPI

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