Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011
LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 30 UNA DONNA ALLA PRESIDENZA DELL’UCIIM C esarina Checcacci è stata la prima pre- sidente donna dell’UCIIM. Ha perciò portato nell’Associazione la dedizione semplice e profonda che caratterizza l’im- pegno femminile, arricchita dalla fedeltà al- le istanze nosenghiane. Con lei, l’UCIIM ha svolto nella scuola e nella società un ruolo di presenza costante, attenta, da un lato sal- damente ancorata alla realtà, dall’altro lun- gimirante e quasi profetica. La sua formazio- ne era sorretta da principi pedagogici impo- stati rigorosamente e rivolti alle complesse problematiche intellettuali, culturali, mora- li, sociali e religiose che hanno fatto della sua Presidenza uno dei momenti più fecondi e vivaci della nostra storia. Al servizio della scuola e della società Cesarina infatti sentiva il suo ruolo di Pre- sidente come un servizio: seguiva personal- mente la vita delle sezioni, senza trascurarne nessuna, nemmeno le più periferiche, parteci- pando alle iniziative sociali e animando il di- battito sull’educazione e sulla professione do- cente. Rielaborava gli spunti raccolti nelle di- verse realtà locali e regionali, trasformandole in linee di pensiero che incessantemente tra- duceva in proposte organiche da portare con la forza della ragione e della verità nelle op- portune sedi istituzionali, dal Ministero, ai Centri di Cultura e Ricerca, alle Diocesi. Di converso, dal contatto continuo con i vertici dell’organizzazione scolastica, coglieva nuove tematiche di di- scussione filtrate attraverso la situa- zione politica ge- nerale. Organizza- va Convegni Nazio- nali ricorrenti su tematiche pre- gnanti, garantendo la partecipazione non episodica di personaggi di alto profilo del mondo accademico, poli- tico e culturale. Tutti i Convegni hanno pro- dotto per le edizioni UCIIM Atti di grande spessore, che hanno offerto ai docenti e alla società apporti puntuali e approfonditi, spesso tuttora validi. Fede e dialogo La fede, per lei, era vita vissuta e quoti- diana, testimoniata nel dialogo mai interrot- to o negato con i fratelli, tutti figli di Dio. Grazie a questo suo spirito, l’UCIIM è stata «cattolica» (cioè «universale») nel senso più vero del termine, ha avvicinato ai valori cri- stiani ed ecumenici persone di ogni estrazio- ne culturale e ideologica, riuscendo a crea- re, in un clima di rispetto e di fiducia reci- proca, relazioni e collaborazioni con realtà associative e politiche di altra matrice. La necessità della riforma In comune con Nosengo, aveva la consa- pevolezza della necessità di riformare la scuola italiana. In continuità con Nosengo, che aveva saputo realizzare la riforma della Scuola Media Unica, Cesarina lavorò per la Scuola Media Superiore. La sua visione si fondava sia su ragioni estrinseche sia su ra- gioni intrinseche. Fra le prime, si staglia la situazione dell’Italia uscita dalla Seconda Guerra Mondiale fra gravi difficoltà ma an- che con tanto entusiasmo e voglia di cam- biamento. Fra le seconde, la natura stessa dei protagonisti della scuola, i giovani, che incarnano la vocazione al futuro e la «no- vità» della speranza. Cesarina ha saputo da- re alla speranza dei ragazzi il calore della carità e la luce della fede. Dalle sperimentazioni al progetto Brocca Nei decenni Settanta e Ottanta la Presi- dente dell’UCIIM è stata l’anima convinta e convincente delle sperimentazioni che han- no caratterizzato quel periodo - quanto mai vivace e ricco di fermenti - della storia della scuola. Per Cesarina la sperimentazione, sia di Maria Teresa LUPIDI SCIOLLA, Presidente emerito UCIIM
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