Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011
LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 29 santifica, ci si può e ci si deve santificare attraverso una vita cristiana, fondata sulle beatitudini, attenta alla concretezza di ogni momento, nel rapporto interpersonale con Cristo Maestro, vicino a ciascuno, e in quel- lo con i colleghi, con i genitori, con gli stu- denti. Rapporti, certo, non facili per il plu- ralismo ideologico, politico e sindacale e per la conseguente conflittualità ». (La Scuo- la e l’Uomo, 1984, p. IV). Nel 1985, 40° anniversario della sua fon- dazione, l’UCIIM celebra il XVI congresso na- zionale ed in quella circostanza la Checcacci sottolinea che i tempi ci richiamano alla re- sponsabilità di contribuire alla ridefinizione della professione docente, ponendo l’accen- to sulla sostanza spirituale ed etica della professione, rivalutando il senso, il rigore e l’ampiezza della preparazione culturale , considerando in particolare la competenza professionale unitamente alla capacità di rapporto interpersonale, di relazionalità di- dattica, di caratterizzazione educativa della funzione. Infatti, i seminari di Arezzo del 1985 fu- rono dedicati a «La ridefinizione della pro- fessionalità docente come risposta ai cam- biamenti socio-culturali, scientifici e tecno- logici della nostra civiltà». Per la stagione dei concorsi furono attivati corsi e convegni sulla funzione docente, direttiva e ispettiva. Altri convegni furono realizzati sulla operati- vità, la interdisciplinarità, le innovazioni strutturali e programmatiche della scuola media. La problematica dell’autonomia scolasti- ca comincia a svilupparsi nella formazione dei presidi. Nel 1987 infatti si tenne in Mon- tesilvano il convegno nazionale «Autonomia e innovazione: la funzione del preside». In altri incontri seminariali di Arezzo si ap- profondisce la ricerca sulla riforma delle scuole secondarie superiori. In occasione del Congresso nazionale del 1992 la presidente Checcacci lamenta che « La scuola avverte di non essere più la sede privilegiata della formazione per l’azione concorrenziale che molte altre agenzie eser- citano nei suoi confronti ». L’UCIIM, attraver- so le proprie iniziative formative dei docenti ha richiamato la loro attenzione sulla neces- sità di ridare vigore educativo alla scuola. Linee della professionalità docente, diretti- va e ispettiva vengono tracciate nei conve- gni e seminari nazionali che si svolgono in varie parti d’Italia, unitamente alla temati- ca dell’autonomia scolastica e dei processi educativi connessi. La professoressa Checcacci sollecita i do- centi cattolici a dare testimonianza e ragio- ne della propria scelta di vita, del proprio essere e a dichiararsi membri della Chiesa cattolica, in posizione non passiva o margi- nale, ma attiva e partecipativa di fini, di obiettivi, di valori e di specifica operatività. « Tale scelta non ci fa estranei al mondo in cui viviamo…, al contrario, ci sollecita, ad essere testimoni della realtà di Cristo e del suo annunzio al mondo, a divenire sempre più responsabili della gestione delle realtà secolari perché esse si realizzino a pieno se- condo le loro specifiche rationes ed evolva- no al meglio nel quadro più vasto di cui sono partecipi » [...]. Evidentemente il riscatto della professione docente dall’indifferenza in cui viene relegata dalla pubblica opinione è direttamente rapportato alla sua sostanza valoriale e al suo modo di esprimersi in ogni suo momento . (La Scuola e l’Uomo, 1992, pp. 214 -15) L’aggiornamento e la formazione promos- si dall’UCIIM devono « rimuovere le acque stagnanti di una certa consolidata prassi scolastica cogliendo, nel fermento culturale odierno, quegli elementi non banali e non banalizzabili dai quali si può partire per po- ter cominciare a costruire un effettivo rin- novamento ed una autentica riqualificazio- ne dei processi di insegnamento e di appren- dimento. Ci vogliono idee nuove, prospetti- ve che abbraccino l’intero conteso scuola – società – cultura, perché non è più possibile rispondere alla crescente richiesta di alti li- velli di qualità con modesti accorgimenti e ritocchi alla metodologia o alla didattica, o con semplici aggiunte di contenuti informa- tivi » (Ivi, p. 213). Durante il congresso del 1996, ultimo al quale partecipa da presidente, la Checcacci si esprime in un lapidario messaggio che ha un profilo testamentario. Eccolo. « Fare for- mazione nel settore della scuola si configura come un’operazione necessaria e delicata, i cui processi sono destinati a diffondersi ol- tre il luogo e il tempo in cui sono stati pro- dotti. La figura dell’insegnante, infatti, po- nendosi come esempio vivo, contribuisce a costruire alcuni tratti della personalità del- l’allievo che questi porterà nel mondo. En- trano nel quadro aspetti razionali, affettivi ed emotivi, che incidono sul senso dell’esi- stenza e sul modo di vivere. Per quanto con- cerne la formazione in generale, sembra, al- lora, opportuno non tanto adeguarsi ai tem- pi, quanto leggere i segni dei tempi inter- pretandoli culturalmente, cioè in un’ottica di processo, di interazione, ma anche di fondamento etico e deontologico ».
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