Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011
LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 28 ne e il ruolo del docente; I problemi relativi alla organizzazione e al funzionamento del- le istituzioni scolastiche; Analisi della ge- stione partecipativa della scuola; Ipotesi di riforma di contenuti, di strutture e di meto- di nella scuola secondaria di I e di II grado; Le innovazioni apportate alla scuola media dalle leggi 348/77 e 417/77; La valutazione: tecniche, strumenti, criteri ed obiettivi; Tecnologie dell’educazione e istruzione pro- grammata; L’interdisciplinarità come istan- za della pedagogia contemporanea; Ipotesi di sperimentazione; I mezzi di comunicazio- ne di massa; I sussidi audiovisivi e la loro utilizzazione didattica; Problemi dell’inte- grazione degli alunni handicappati nella scuola di tutti. Vanno ricordate inoltre alcune tematiche finalizzate all’approfondimento del compor- tamento dei giovani : Studio e approfondi- mento della psicologia dell’alunno; Esame dei rapporti scuola-famiglia-società e loro incidenza sul processo formativo dell’alun- no; Il disadattamento giovanile; La droga; L’educazione sessuale. La sperimentazione per la costruzione di una nuova scuola secondaria superiore è un capitolo importante di questo periodo: al Comitato tecnico-scientifico della sperimen- tazione, voluto dal ministero P.I., viene dato un contributo determinante da esperti UCIIM, quali Checcacci, Serpico, Di Maggio, Valeriani, Mencarelli e diversi altri. Nel Congresso del ’78 la presidente Chec- cacci evidenza le difficoltà in cui si dibatte la scuola: carenze di ideali, difficoltà di rap- porti tra generazioni e fra coetanei. La scuo- la è agitata da forme estreme di assemblea- rismo, come sterili autogestioni e manifesta- zioni con richiesta del «sei politico», talvol- ta sfociate in forme di violenza contro per- sone e cose. L’UCIIM intende sostenere i docenti e i presidi nel superamento della situazione di sofferenza e di crisi, « consolidando il con- vincimento che la libertà è compromessa da vuoti ideali, dalle carenze culturali, dal prepotere dell’uomo sull’uomo, dalle lotte di parte, dalle strumentalizzazioni » (La Scuola e l’Uomo, n. 3-4/78). L’attività di aggiornamento e formazione dei soci continua ad essere promossa me- diante convegni nazionali e iniziative locali. Particolare rilievo viene dato al tema «I nuo- vi programmi della scuola media», in riferi- mento ai programmi del 1979. L’attenzione alle esigenze di rinnovamen- to della scuola e la disponibilità a dare ri- sposte meditate alla domanda di maggiore efficienza didattica vengono sottolineate dalla larghissima partecipazione di soci e non soci alle iniziative ucimine. Il congresso del 1981 ritiene necessario un maggiore impegno individuale e sociale affinché « la scuola possa diventare real- mente promotrice di vita, sede di libertà e di liberazione, centro di progresso e di svi- luppo» . Pertanto, continuano e si moltiplicano negli anni 1981-82 i seminari di Arezzo sul- l’aggiornamento, sulla sperimentazione nel- le scuole secondarie, sulle strutture e sui contenuti della scuola secondaria superiore per le varie aree disciplinari. Si attivano cor- si di preparazione ai concorsi per docenti e per presidi. Alcuni convegni nazionali sono organizzati per l’approfondimento della pro- blematica dell’aggiornamento, come il con- vegno di Lido di Camaiore del 1983 «Per una nuova politica dell’aggiornamento nelle scuole secondarie inferiori e superiori» e quello di Loreto del 1984 «La formazione dei formatori dell’aggiornamento». Tra i semina- ri aretini del 1984 fu privilegiata la tematica della «Formazione dell’animatore dell’ag- giornamento in servizio». Nel 1984 Cesarina Checcacci, così come affermato nei convegni di Lido di Camaiore e di Loreto, richiedeva chiarezza circa il di- ritto-dovere all’aggiornamento . Tale dirit- to-dovere « è riconosciuto in via teorica ne- gli ordinamenti, ma trova scarso riscontro sul piano organizzativo e amministrativo». «Si rende, perciò, necessaria una revisione che consenta, attraverso il ricorso ad una oculata programmazione, a ispettori, presi- di e docenti, di potersi dedicare, in deter- minati periodi della loro carriera scolasti- ca, allo studio più organico degli ambiti di- sciplinari per i quali essi avvertono la ne- cessità di un approfondito esame… Gli orga- ni istituzionali in cui può esprimersi la pre- senza delle varie realtà professionali (CNPI, IRRSAE,CEDE, BDP) siano finalmente posti in grado di assolvere alla loro funzione af- finché possano promuovere, nel pluralismo, la partecipazione di quanti hanno maturato cultura ed esperienza alla grande impresa di sostenere quella positiva risposta della scuola che è un dovere di tutta la comu- nità » (La Scuola e l’Uomo, 1984, pp.114- 115) Nello stesso anno, 1984, a proposito della formazione dei docenti, la Checcacci scrive- va: « L’UCIIM assume come sua prioritaria re- sponsabilità la formazione dei docenti nella spiritualità cristiana della professione edu- cativa. Nella professione di insegnante ci si
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