Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011
LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 21 posta nella professoressa Checcacci, che, pur presentando un’autorevolezza legata al suo spessore culturale, alle sue conoscenze ampie e varie e ai suoi rapporti personali con moltissime autorità e personalità sia in ambito ecclesiastico sia in ambito statale, era sentita molto vicina alla realtà degli in- segnanti e degna di fiducia. Ci si poteva fi- dare di lei nelle scelte in nome della scuola! Proprio per questo motivo negli anni del- lo sviluppo e consolidamento degli «organi collegiali» l’UCIIM, sotto la guida della pro- fessoressa Checcacci, ha dedicato molta at- tenzione ed impegno alla rappresentanza che non si voleva solo collegata ai sindacati, pur ritenuti molto importanti. L’associazione professionale ha curato un’attività presinda- cale ed un impegno culturale volto a ricer- care una partecipazione efficace ed attenta alle realtà territoriali per favorire un buon funzionamento dell’attività formativa delle istituzioni scolastiche. Periodo più intenso e significativo per me, come per diversi altri docenti coinvolti dalla professoressa Checcacci per l’UCIIM, è stato quello in cui la «Commissione Brocca» ha elaborato le proposte di programmi per la scuola secondaria superiore in due sessio- ni per il biennio e per il triennio. Le asso- ciazioni professionali, sia le cosiddette ge- neraliste, quale l’UCIIM, sia le disciplinari hanno avuto un compito molto importante nel coordinare e nell’individuare i membri della Commissione di lavoro che erano co- stituite da docenti in servizio, abituati a ri- flettere sulla propria attività, ed esperti che molto spesso provenivano dall’Univer- sità. È stata una bella occasione per mette- re a disposizione della scuola e della società il capitale di esperienza e di ricerca perso- nale dei vari componenti che, a loro volta, portavano anche le riflessioni sulla proprie specifiche attività all’interno delle realtà di provenienza. Il confronto coordinato, ma la- sciato libero per non disperderne la ricchez- za e la propositività, è stato organizzato e seguito dal gruppo dei coordinatori tra cui Cesarina Checcacci. Una volta compiuta la scelta delle persone da impegnare, la fidu- cia in loro era massima e l’atteggiamento nei loro confronti era di sollecitazione indi- retta a rendere al meglio delle proprie pos- sibilità. I compiti da portare avanti erano sempre più complessi e perciò sempre sti- molanti e si richiedeva ad ognuno di studia- re, riflettere e raggiungere le mete a parti- re dalle proprie esperienze, con responsabi- lità ed autonomia. Il dibattito è stato acce- so, in generale non con contrapposizioni ideologiche, bensì alla ricerca di ciò che era indispensabile per il bene della scuola. In modo diretto o attraverso i suoi collaborato- ri più stretti Cesarina è stata una dei prota- gonisti che hanno orchestrato e portato avanti anche dopo la stesura dei programmi l’innovazione legata alla «Commissione Brocca». Cesarina credeva ed operava per un’associazione indispensabile quale realtà intermedia di riflessione tra scienza ed esperienza che permettesse, nello stesso tempo, ai singoli insegnanti e ai dirigenti di migliorare la propria professionalità. Ricor- do in modo vivo, ancora, quanto fosse impe- gnativo, ma molto gratificante, poter con- tribuire con il proprio patrimonio culturale e di esperienza, nelle classi e nei gruppi di riflessione e studio, alla costruzione di pro- poste organizzative e didattiche per il mi- glioramento dell’apprendimento dei nostri ragazzi. Lo stile di lavoro, una volta acquisi- to, non è mai cambiato, semmai si è evoluto proprio come era nella sua impostazione. Vorrei, anche, ricordare che, man mano che è cresciuta la frequentazione per i vari momenti di lavoro associativo, si è creato con Cesarina e con molti ucimini un rapporto di reciproca stima e di grande affetto, tanto che soffrii fortemente, quando fu momenta- neamente sospeso per un mio periodo di ma- lattia abbastanza seria che, ringraziando Dio, fu superato molto bene. Così dopo una sosta obbligata, abbiamo con gioia ripreso insieme il cammino per continuare, sulla scia di Nosengo, una vita associativa attenta all’educazione ed alla crescita integrale dei ragazzi, al bene comune ed alla valorizzazio- ne delle professionalità interne alla scuola vissute, per i credenti, quale principale at- tualizzazione del Vangelo.
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