Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011

LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 20 IL MIO INCONTRO CON CESARINA: IL SENSO DI ESSERE NELL’UCIIM H o incontrato per la prima volta Cesarina Checcacci all’inizio degli anni ottanta nel Ministero della Pubblica Istruzione, dove, su appuntamento, mi aspettava quale delegata del Preside per il corso serale per la- voratori dell’Istituto Tecnico Industriale «Gali- lei» di Roma. La prof.ssa Checcacci era venuta nel nostro Istituto, in un giorno in cui non ero in servizio, per una ricerca ministeriale sui corsi serali, aveva preso le informazioni che le erano necessarie ed aveva lasciato per me un messaggio per organizzare un incontro. Il col- loquio sui problemi della scuola secondaria se- rale fu cordiale e diretto e creò fra noi una in- tesa spontanea su varie idee di fondo. Cesari- na, come poi in seguito volle che la chiamassi semplicemente, mi chiese allora di riflettere sulla possibilità di mettere insieme, in modo più sistematico, le mie scelte di vita personali con quelle di una professionalità impegnata. La proposta mi fece pensare, ma non volli de- cidere subito. Oggi non ho dubbi nel ricono- scere, già in questo primo incontro, le carat- teristiche del modo di agire e di relazionarsi della professoressa Checcacci, presidente na- zionale dell’UCIIM. Modo diretto e cordiale, senza essere invadente, non superficiale e di maniera, che metteva a proprio agio l’interlo- cutore e ne coglieva le potenzialità, che lo coinvolgeva nelle problematiche legate alla scuola ed alla società fino a fargli elaborare ed esprimere contributi, a volte già presenti in lui, ma che avevano necessità di stimoli com- petenti ed incoraggianti per manifestarsi com- piutamente. Successivamente partecipai, per mio interesse e senza conoscere nessuno, ad un convegno organizzato dall’UCIIM a Loreto «sulle figure di sistema», che mi sembrò molto interessante e ricco. Dopo vari approcci, ed anche per l’ammirazione e stima di una mia collega, Maria Bertini, che scoprii essere asso- ciata all’UCIIM, decisi di diventare ucimina. Da allora sempre di più, in modo del tut- to naturale, mi sono trovata coinvolta, qua- si sempre con la mediazione di Cesarina, sia nella vita associativa con responsabilità sempre crescenti, sia nell’interazione con l’UCIIM quale insegnante impegnata nell’in- segnamento e nelle attività ad esso connes- se. Mi piace sottolineare che la presidente dell’UCIIM riteneva importante il contributo di una insegnante «militante» in molte oc- casioni: - in appositi incontri, coordinati da Cesa- rina e da suoi collaboratori, per esaminare una nuova proposta di legge; - nella partecipazione a commissioni mi- nisteriali; - in ricerche dell’associazione sia come soggetto da intervistare sia come esperto in alcune problematiche; - nella redazione di articoli per le riviste dell’UCIIM su problematiche di attualità o su sperimentazioni effettuate nelle classi; - in interventi in corsi di formazione, in- sieme ad esperti, quale testimonianza di possibili cambiamenti migliorativi dell’ap- prendimento; - in convegni o seminari di studio e rifles- sione per testimoniare il clima e le esigenze della scuola ma, anche, riportare poi in essa in modo efficace la ricchezza della riflessio- ne organizzata per creare miglioramento. In tutte queste occasioni Cesarina Chec- cacci aveva cura, per intima convinzione e sensibilità, di mettere a proprio agio chi creava, in modo sempre più competente, un ponte utile tra scuola reale e coloro che su di essa intervengono per migliorarla ed indi- rizzarla, ma anche con chi elabora ricerca su di essa. Spesso arrivavano telefonate di ri- chiesta di partecipare a incontri per esami- nare un testo di legge o altre proposte im- portanti di miglioramento, a volte in presen- za degli estensori delle stesse. Il coinvolgi- mento non era di facciata, ma era un con- fronto vero con le esigenze della scuola e c’era tutta l’attenzione per facilitare, anche per chi non era esperto, l’opportunità di esprimere il proprio giudizio. All’interno del- l’associazione, su varie problematiche, veni- vano creati momenti di incontro tra Univer- sità e mondo della scuola, valorizzando il ruolo dei singoli soci ma anche del loro lavo- rare insieme. Nelle scuole sono stata molto spesso testimone di quanta fiducia fosse ri- di Franca TALONE, Presidente onoraria regionale UCIIM Lazio

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