Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011
ci di altri paesi europei». Non ricordo che, nonostante gli intenti del Ministro della Pub- blica Istruzione, vi siano stati significativi cambiamenti nel programma. Cesarina Checcacci conosceva bene la si- tuazione culturale e scolastica europea: vi- ce-Presidente del SIESC aveva stabilito con i docenti provenienti da vari paesi Europei rapporti di collaborazione tesi soprattutto all’elaborazione di una cultura europea radi- cata nelle sue vaste e complesse tradizioni; nell’editoriale del luglio 1992 auspica una forte solidarietà tra le scuole alla ricerca di possibili punti di convergenza. Quando nel medesimo anno fu affidato al- l’UCIIM il compito di organizzare l’incontro annuale tra le due associazioni, si pensò di of- frire ulteriori contributi di riflessione sul tema delle radici cristiane dell’Europa: il tema «Esi- ste una identità europea?» coinvolse docenti universitari e di scuola secondaria di varie di- scipline ed ebbe un forte spessore culturale. Nelle conclusioni affidate alla nostra Presiden- te venne posta in luce la necessità di acquisire capacità di lettura e di interpretazione non anguste, né condizionate da particolarismi, da sopravvalutazione delle proprie identità na- zionali e da chiusure verso altri popoli; di sco- prire un quadro di valori comuni, quelli, ad esempio, di comprensione, di solidarietà, di giustizia e di promuovere una solida conoscen- za delle radici cristiane dell’Europa, di vedere nelle lingua di un altro paese un mezzo di av- vicinamento personale, di interscambio cultu- rale, di comprensione degli altri popoli e del loro patrimonio spirituale. È ben nota la costante attenzione che l’U- CIIM ha rivolto, negli anni, alla scuola media, «nata - scrive Cesarina Checcacci nell’introdu- zione al citato volume Scuola Media: una scommessa per il futuro - da una lunga elabo- razione culturale, sociale, pedagogica e didat- tica, che vide impegnati i gruppi più attivi, le associazione professionali dei docenti e dei genitori, le forze politiche di maggioranza e di opposizione... forze di segno diverso che sep- pero superare anche qualche forte contrasto pur di assicurare alla società italiana uno stru- mento aggiornato, capace di elevare comples- sivamente il livello formativo generale». É noto il forte dissenso opposto dalla Pre- sidente al riordino del sistema scolastico, più volte annunciato da vari Ministri, secondo un modello verticalizzato tendente a non consi- derare la specifica diversificazione della scuola primaria da quella secondaria «in quanto - si legge nell’editoriale del maggio 1991 - le specificazioni dei vari gradi di scuo- la sono dettate dalla specificità degli alunni e dallo stadio evolutivo che essi vivono». Le linee di fondo di questo discorso si ri- trovano nell’editoriale del giugno 1996, allor- ché di fronte ad un nuovo progetto complessi- vo di riforma della scuola, la Presidente riba- disce che «le esigenze del primo stadio del- l’età scolastica sono diverse da quelli degli stadi successivi: questo primo stadio deve as- sicurare l’alfabetizzazione di base, il graduale accostamento alla realtà circostante, la capa- cità di conoscerla e valutarla e la prima orga- nizzazione delle conoscenze. Siamo convinti che dagli undici anni di età in poi giungano a sviluppo nuove potenzialità le quali esigono nuovi approcci, diverse metodologie didatti- che, nuove competenze docenti e un curricolo ben articolato sul piano delle discipline». É una ancora giovane Cesarina Checcacci, non ancora Presidente dell’UCIIM ma segreta- ria del MCD, quella che, commentando il pro- gramma di Ed. Civica nel volume La Nuova Scuola Media , edito all’indomani dell’intro- duzione della legge del 31/12/1962, afferma che «l’Ed.Civica si fonda sostanzialmente su una profonda educazione etica. Non sarebbe infatti sufficiente un insegnamento volto a dare solo nozioni civiche, né, a maggior ra- gione, raggiungerebbe il suo scopo un’azione educativa che non si fondasse sulla retta concezione dell’uomo come persona dotata di una altissima dignità e quindi soggetto di diritti, ma attuantesi pienamente solo entro la societas con gli altri uomini». L’Educazione alla legalità che, circa trent’anni dopo, Cesarina Checcacci propose come tema di forte rilevanza alla riflessione e allo studio dei soci, si fonda, pur se posto in un orizzonte più vasto e complesso, su questo presupposto. I volumi Un volto nuovo per la scuola me- dia , Scuola media: una scommessa per il fu- turo , Dalla scuola dei voti alla scuola della valutazione testimoniano il vigile interesse per un momento particolare di questo grado di scuola che si avviava a dare attuazione al- l’art. 9 della legge n°517 del 04/08/1977 che istituiva una scheda personale per cia- scun alunno contenente «osservazioni siste- matiche sul suo processo di apprendimento e sul livello di maturazione raggiunto sia glo- balmente sia nelle singole discipline». Nella presentazione del volume Che cosa valutare: come e perché che si pone come corollario di una molteplicità di incontri, convegni, gruppi di studio dedicati al proble- ma della valutazione, Cesarina Checcacci ri- chiama l’attenzione su una «metodologia va- lutativa, che valorizza il contributo formati- vo di ogni disciplina presente nel piano cur- LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 18
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