Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011

LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 16 GRAZIE, PRESIDENTE H o avuto il piacere di conoscere la no- stra presidente, prof.ssa Cesarina Checcacci, nel lontano 1988, in occa- sione del 1° Congresso Provinciale UCIIM di Agrigento, celebrato a Canicattì e organizza- to dal prof. Giacomo Timpanaro, allora com- missario provinciale. È stato un bel Congresso, la partecipazio- ne è stata numerosa e consapevole, e soci e simpatizzanti UCIIM sono stati lieti ed entu- siasti dell’iniziativa. La relatrice, prof.ssa C. Checcacci, ha sorpreso tutti per la competenza, la chiarez- za, la forza oratoria, la determinazione nel sostenere le sue idee e la gioia nel promuo- vere i valori dell’UCIIM e della Scuola. In particolare, io sono stata colpita dal suo grande amore per l’Associazione, che si tradu- ceva in amore per la scuola e per l’alunno; non c’era infatti iniziativa culturale, didattica o spirituale proposta che non avesse, come obiettivo primario e imprescindibile, la cresci- ta e la formazione integrale dell’adolescente. E grande è stata la mia gioia quando la prof.ssa Checcacci ha accettato di ritornare ad Agrigento per il 3° Congresso provinciale cele- brato nello splendido paesino barocco di Naro. È stata mia ospite ed ho avuto modo di co- noscerla più a fondo e di apprezzare le sue grandi doti di intelligenza, di umanità e di sensibilità. Era felice di essere ritornata nella nostra provincia, di conoscere le sezioni in cui si susseguivano con entusiasmo le iniziative fi- nalizzate all’aggiornamento e alla crescita professionale dei docenti, all’insegna dei va- lori uciimini. Erano i tempi in cui si dibatteva di Auto- nomia e la Presidente, nell’affrontare tale tematica, amava parlare di una «sana auto- nomia all’interno della società, un’autono- mia organizzata in modo da contribuire al bene dei giovani, un’autonomia che avrebbe implicato il riconoscimento di responsabilità a tutti i livelli, per garantire la qualità di una Scuola capace di interagire con le auto- nomie in rapporto al territorio». Auspicava soprattutto una Scuola fondata su fini etici e sociali che rispondesse alle esi- genze dei giovani. Tutto quanto allora «Cesarina» ci diceva, oggi è di un’attualità sorprendente. Ci invi- tava con forza a renderci conto della nostra responsabilità educativa. «I giovani – affermava – sono spesso vittime della conflittualità degli adulti e per questo motivo occorre adottare la Pedagogia del ri- sveglio per crescere insieme ai nostri alunni». Il criterio dello sviluppo della persona de- ve essere prioritario, questa responsabilità verso l’alunno dovrebbe diventare parte di noi tanto da «inquietarci» nella ricerca del meglio soprattutto con quei ragazzi svantag- giati e bisognosi di cure. L’insegnamento non deve restare su un piano astratto ma con la metodologia ade- guata si deve tradurre in operatività cultura- le nel rispetto della persona. E non si stancava mai di ripeterci: «Dove- te puntare ad un’azione educativa in modo gioioso e nuovo che impegni la totalità del ragazzo». Era convinta che la migliore prevenzione nei confronti delle devianze si attua se la Scuola assolve al compito di educare e non solo di trasmettere conoscenze. Importante per tutti i docenti e, in parti- colare per noi docenti cattolici, la testimo- nianza di vita poiché ogni insegnamento di- venta nullo senza di essa. Sosteneva con determinazione l’impor- tanza dell’insegnamento della Religione nel- la formazione dei ragazzi che si aspettano da noi risposte in tutte le dimensioni e in particolare quella religiosa. Dobbiamo capire i giovani, assumere un atteggiamento di umiltà per stare accanto a loro e « Pensare alto... e andare avanti » fieri della nostra identità uciimina. Questo e tant’altro mi ha insegnato la nostra presidente, prof.ssa Cesarina Chec- cacci, lo serbo in cuore come un «piccolo te- soretto» nella speranza di darne testimo- nianza ai giovani docenti che si affacciano al mondo della Scuola. Grazie Cesarina! Con affetto. di Angela FALLETTA, Consigliere centrale UCIIM

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