Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011
IL MIO PRIMO INCONTRO CON CESARINA È passato tanto tempo… non so neppure in quale anno è avvenuto: forse nel 1951, 1952? Da poco ero diventata socia dell’UCIIM e nelle vacanze di Pa- squa di quell’anno Nosengo aveva organizzato un breve incontro ad Assisi, non molte persone, perché era quasi un ritiro Spirituale. Le lezioni erano tenute da un Padre carmelitano che ci parlava di «spiritualità professionale»: la grande, stupenda idea di Nosengo che ribadiva sempre che la nostra santificazione, il nostro apostola- to e la nostra testimonianza au- tenticamente cristiana si realizza- vano tutti attraverso la professio- ne di insegnanti. Era quella la strada mestra se volevamo essere veramente apostoli. Ed ecco l’im- pegno di una vera, seria prepara- zione culturale, di una vera com- petenza didattica, di una atten- zione amorevole ai nostri allievi, con un interesse non scevro di una conoscenza della psicologia dell’età evolutiva, così si compiva la nostra vita autenticamente cristiana. Durante le lezioni, i dibattiti, i momenti di incontri amichevoli, accanto a Nosengo c’era una signorina, giovanissima insegnan- te, che prendeva gli appunti, che si occupa- va di accoglienza all’«Oasi», che risolveva i problemi «pratici»…, attenta, discreta che nel silenzio e nell’umiltà, era collaboratrice preziosa del nostro Presidente. La ricordo ancora nel suo angolino, illuminata che a volte le dava un po’ fastidio. È sempre vivo nella mia memoria quel corso sulla «Spiritualità professionale», quelle giornate di una Settimana Santa un po’ speciale e quella signorina così silenzio- sa e umile che si chiamava Cesarina. Chi avrebbe pensato allora che l’avrei ri- veduta più e più volte, sempre calma e sere- na, straordinaria e impareggiabile Presiden- te dell’UCIIM, ma soprattutto amica preziosa e modello per me di una vita consacrata alla scuola. Grazie, Cesarina, per quei giorni se- reni di Assisi e per il dono che hai fatto a tutti noi insegnanti. LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 15 di Elisa ALLEGRETTI, Socia della sezione UCIIM «De Negri» di Genova L’identità dell’UCIIM […] Chi si iscrive all’UCIIM deve sapere che essa pretende una grande disponibilità a perseguire i suoi obiettivi fondamentali che sono quelli di una testimonianza cristiana fondata sul Vangelo di Gesù, sulla fiducia vicendevole, sulla condivisione dei fini specifi- ci, sulla partecipazione attiva alla vita ecclesiale. Per questa ragione l’UCIlM si distingue da altre associazioni che, pure, sono impegnate sul terreno scolastico. Chi vive nell’UCIIM deve sapere che suo dovere specifico è l’incremento della propria competenza professionale, senza la quale non si dà testimonianza: questa garantisce l’identità del socio e costituisce un’importante carta di identità personale. […] (C. Checcacci, La Scuola e l’Uomo n. 5/2000)
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