Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011
LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 14 LA STRADA MAESTRA: DIFENDERE I PRINCIPI COSTITUZIONALI F ortunato ed onorato di aver fatto par- te della delegazione che ha partecipa- to ai festeggiamenti in onore di Cesa- rina, giunta al suo novantesimo anno di età, mi sono chiesto, più volte, quali fosse- ro, fra gli innumerevoli meriti acquisiti da Cesarina Checcaci nel corso della sua lunga ed operosa attività spesa al servizio dell’U- CIIM e della Scuola, quelli che di più hanno caratterizzato un percorso di vita costante e coerente. Da me conosciuta agli inizi degli anni set- tanta, prima attraverso la lettura di alcuni suoi scritti apparsi sulla rivista «La Scuola e l’Uomo» e, successivamente, di persona nei miei primi convegni e congressi nazionali, mi ha sempre colpito l’attenzione prestata da Cesarina alle vicende politiche e sociali che il Paese, di volta in volta, stava affrontando. A partire dal drammatico e tragico rapimen- to del Presidente Nazionale della DC Aldo Moro, avvenuto durante i lavori di un nostro congresso nazionale, le profonde riflessioni e le lucide analisi compiute da Cesarina si sono sempre soffermate a farci meditare su- gli eventi politici e sociali che negli ultimi trenta anni del ’900 hanno caratterizzato i profondi mutamenti della società Italiana. Durante i lavori dei Consigli centrali, nelle sedi congressuali, come nel Consiglio Naziona- le o nei tanti convegni che sapevano sempre cogliere i momenti più salienti ed attuali dei cambiamenti in atto nella Scuola italiana, Ce- sarina non si risparmiava nel tentare di capire i fermenti sociali e le contraddizioni della po- litica che spesso costituivano le premesse fon- damentali di tanti suoi ragionamenti fondati su alti e nobili principi di etica sociale. Quel 5 maggio ancora una volta conqui- stato da quel dolce sorriso e dallo sguardo penetrante e rassicurante di Cesarina, ho ri- meditato sul suo modo, tutto originale e sa- pienziale, che la portava ad assumere ferme posizioni a difesa dei Principi costituzionali che, secondo lei, dovevano costituire la base di ogni premessa su cui ragionare di scuola. I costanti e ripetuti richiami fatti da Cesa- rina Checcaci alla nostra Costituzione, il rife- rimento all’idea di persona, di cittadino e di lavoratore, interagivano con il suo pensiero sull’educazione, sull’istruzione e sulla forma- zione, con sollecitazioni precise e puntuali ai principi ispiratori che il nostro fondatore Ge- sualdo Nosengo seppe cogliere nel significati- vo contributo da lui dato alla stesura del Codi- ce di Camaldoli nel periodo resistenziale e della ricostruzione civile e morale del Paese. La nostra Cesarina è sempre stata capace di esercitare, con la dovuta autorevolezza, un ruolo di stimolo e di incoraggiamento ver- so quanti avevano responsabilità politiche e ministeriali, perché sapessero continuare a legiferare per il bene delle nuove generazio- ni, bisognose di saldi punti di riferimento. Con altrettanta determinazione e coraggio non risparmiava critiche a nessuno, di fronte a colpevoli ritardi e a palesi inadempienze. Nei momenti più tragici della storia del no- stro Paese, come le vicende legate al terro- rismo, o alle trame eversive e ai rischi che stava correndo la nostra Democrazia, Cesari- na seppe richiamare sempre i soci UCIIM e quanti avevano responsabilità nella nostra associazione, ad un impegno coerente e re- sponsabile in difesa della Costituzione Re- pubblicana e della sovranità popolare. Rispettosa di tutti e convinta che con il dialogo e il libero confronto delle idee si po- tesse fare di più e di meglio per migliorare la scuola, ci ha fatto riscoprire l’idea di territo- rio, non solo come spazio geografico, ma co- me contenitore di istanze e di realtà culturali da valorizzare. Gli amministratori locali sono stati per lei interlocutori privilegiati con cui condividere concrete scelte educative. Infine, un ricordo particolare, ma carico di significati! In occasione dei lavori di un Consiglio centrale da lei appositamente vo- luto in una data speciale, ci recammo quel 25 aprile a commemorare l’anniversario del- la Liberazione in via Tasso a Roma sede del carcere più temuto del regime fascista. Cesarina ci ha insegnato che non possia- mo e non dobbiamo mai dimenticare, indi- candoci la strada maestra su cui continuare a percorrere il nostro cammino. di Pierangelo COLTELLI, Consigliere centrale UCIIM
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