Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011

postazione strutturale e pedagogico-didatti- ca che contraddica con questa concezione dell’uomo,… l’accettazione, anzi la promo- zione attiva da parte nostra, di tutte le for- me di responsabile partecipazione dei giova- ni al processo educativo,… la promozione - negli alunni- dell’habitus della competenza, che è frutto di conoscenza, di esercizio, di impegno,… massima attenzione a ciò che matura nella storia,… un nuovo impegno dei docenti che non si risolve solo nell’acquisi- zione di nuove tecniche: da questo nuovo tempo forte viene richiesto un vero e pro- prio capovolgimento di mentalità» . Sono le certezze per cui ha ininterrotta- mente lottato in ogni opportuna situazione, in contesti italiani ed internazionali: in am- bito legislativo, ministeriale, interassociati- vo, politico, civico e sociale, scolastico ed amministrativo, comunicativo e mediatico, attraverso scritti, incontri, dialoghi, confe- renze, con la presenza attiva e propositiva in commissioni ministeriali, in organismi consultivi e talvolta decisionali (ai vertici del C.N.P.I. o ecclesiali). Lo ha fatto con un’autorevolezza unanimemente riconosciu- tale, con la forza trascinante della sua per- suasione fondata su un’ineguagliabile com- petenza dei problemi, sulla seria ed inconfu- tabile fondatezza delle ragioni addotte, sul- la consequenzialità del buon senso delle ar- gomentazioni. Le affermazioni sopra riportate suonano per noi, hic ed nunc, monito ed insegnamen- to: Cesarina continua ad esserci maestra di pensiero, anche se oggi non conserva la ‘vis’ delle feconde stagioni trascorse; la sua paro- la, viva ed attuale, è, come un tempo, sti- molo a continuare sulla strada tracciata, spinta a far emergere attitudini ed intelli- genze da attivare per il ‘bene comune’. Se è vero che la perfezione non è di que- sta terra, anche a lei, da alcuni, è stato fat- to qualche addebito: nel suo lavoro associa- tivo era accentratrice, tutto doveva passare dalle sue mani per l’imprimatur, e nutriva una sorta di gelosia nei confronti dell’UCIIM. Forse ci può essere una lettura alternativa: nel primo caso, il forte senso di responsabi- lità e l’abitudine alla correttezza o, forse, una tendenza al perfezionismo; nel secondo, un amore totalizzante per l’Associazione cui aveva consacrato la vita. Ma se Nosengo in- vitava ad essere perfetti, intendendo che bi- sogna dare il massimo, Cesarina è sicura- mente su questa linea. Si può, viceversa, sostenere che nei rap- porti personali manifestava la sua umiltà, chiedendo consiglio e attendendo rassicura- zioni, di contro all’apparenza a volte auste- ra che metteva alcuni in soggezione; in no- me dell’amicizia, sapeva accettare osserva- zioni critiche su qualche posizione drastica assunta per probabili fraintendimenti, il che poteva lasciar supporre rigidità; sciolta la riservatezza iniziale, diventava affettuo- samente familiare, spontaneamente sempli- ce, premurosa e naturalmente fiduciosa, il che trasmetteva un produttivo senso di au- tostima. Attenta interprete dei principi costitu- zionali, è stata antesignana della democra- tizzazione della scuola, dell’autonomia in- tesa come « l’esercizio concreto di una li- bertà di elaborazione culturale, nel rispet- to della libertà di coscienza morale e civile degli alunni », del passaggio dalla subordi- nazione alla responsabilità nell’espleta- mento della funzione docente e dall’auto- referenzialità alla corresponsabilità in edu- cazione, del decentramento amministrati- vo, delle innovazioni e della conseguente necessità di un serio e ciclico aggiornamen- to professionale. Fedele agli orientamenti conciliari e te- stimone credibile dei Christfideles laici , ha inciso note significative entro la comunità cristiana e nell’ambiente socio-culturale; la sua considerevole statura di donna cristiana è rivelata dalla singolare identità della sua persona, dal particolare carisma che ha se- gnato la sua vocazione e la sua missione, dalla chiarezza delle idee, dall’essenzialità delle scelte, dal metodo di azione, dalla di- sponibilità a « compromettersi » unicamente « sulla frontiera della giustizia e della ca- rità », dalla volontà e dalla effettiva capa- cità di dialogare ad ampio raggio, il tutto permeato da una naturale spiritualità, che non ha nulla di ostentato ma che lascia tra- pelare la scintilla della Grazia divina. Oggi il suo mondo interiore si legge nella serenità innocente con cui vive questo tempo di atte- sa; l’atteggiamento, pur senza la sofferenza, ricorda quello di Giovanni Paolo II, cioè quella docilità che si affida pienamente alla misericordia del Padre, secondo la fede di Abramo. «Risplenda la vostra luce davanti agli uo- mini, affinché, vedendo le vostre opere buo- ne, glorifichino il Padre vostro che è nei cie- li» (Mt 5, 16). Cesarina è sicuramente una lampada che riflette la Luce. L’esistenza continua ad essere il tempo di Dio che Cesarina restituisce a Lui... ed an- che questo ha valore per noi che le dobbia- mo tanto e le vogliamo bene. LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 13

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