Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011

na, mentre attendeva agli studi universita- ri, si adattò a lavorare nei posti più impen- sati, fino alla laurea conseguita brillante- mente presso l’Università statale di Roma, l’8 gennaio 1945. Nel ’43, mentre si viveva il dramma della guerra e il padre, tenente colonnello dell’e- sercito era prigioniero nel campo di concentra- mento tede- sco a Napoli, nel quartiere dell’Aventino, dove abitava con la fami- glia, conobbe il prof. Ge- sualdo Nosen- go, che subito la coinvolse nei suoi pro- getti educati- vi. Anche lei entrò nella «Banda del Grappolo» con il nome di Boccolo d’oro . Il 18 giugno 1944, con un gruppo di amici militanti nel Movimento laureati di Azione Cattolica, fece parte del primo nu- cleo dell’UCIIM di cui fu prima segretaria e poi vice presidente, durante la presidenza del prof. Aldo Agazzi, succeduto nel 1968 a Nosengo, e infine presidente, dal 1974 al 1997. Il prof. Nosengo fu per lei un grande maestro, fu colui che l’appassionò ai proble- mi educativi e la spinse ad operare nel cam- po sociale oltre che scolastico. Finito il con- flitto mondiale, ritroviamo Cesarina impe- gnata nei Comitati civici in occasione delle elezioni del 1948: le prime votazioni della Repubblica a suffragio universale. Bisognava sollecitare le persone ad acquisire una co- scienza politica, educare il popolo italiano alla vera democrazia e per conseguire que- sto obiettivo la giovane Cesarina percorse i quartieri di Roma in bicicletta, allora l’unico mezzo di trasporto a disposizione, e con mezzi di fortuna l’Italia in lungo e largo non risparmiandosi un attimo. Sfogliando un suo album fotografico ho trovato tante immagini che la ritraggono mentre «fa un comizio» con lo slogan «An- diamo avanti», uno dei motti del program- ma durante la campagna elettorale. In ef- fetti c’era tanto da fare per rinnovare la società civile che usciva sconfitta, soprat- tutto bisognava dare una formazione di ba- se al popolo, eliminare la piaga dell’anal- fabetismo, provvedere alla ricostruzione materiale di tutto ciò che era stato distrut- to, risanare l’economia con la crescita pro- duttiva della nazione. In quegli anni cinquanta la vediamo im- pegnata nell’educazione dei giovani nei quartieri più popolari di Roma. Ha insegna- to al quartiere tuscolano, alla borgata del Trullo, al Tiburtino-san Lorenzo, ha lavora- to nei centri d’ascolto della Rai per le tra- smissioni «Non è mai troppo tardi» e suc- cessivamente ha collaborato alla realizza- zione dei programmi televisivi per la scuola media, curando le lezioni di storia ed edu- cazione civica. Per l’attenzione che ha saputo porre nel- la promozione della cultura e per il suo in- tenso impegno profuso nell’ambito della scuola, ha ricevuto nel 1991 la medaglia d’o- ro della Pubblica Istruzione. Nel 1994, il Pre- sidente on. Oscar Luigi Scalfaro le ha confe- rito la nomina a Grande Ufficiale della Re- pubblica. Dopo aver espletato il suo manda- to come vice-presidente del CNPI, il ministro Luigi Berlinguer l’ha nominata consigliere ministeriale, ruolo che ha continuato ad esercitare anche durante il periodo di Tullio De Mauro e di Letizia Moratti, fino al set- tembre 2002. Ricordo che in quegli anni si lavorava per il progetto di Riforma della Scuola e il Ministro De Mauro, quando era in sede, spesso si recava presso lo studio della prof.ssa Checcacci, dove si intratteneva per fare il punto sui lavori della Commis- sione e parlare dei problemi vivi della scuola. In ambito ecclesiale Giovanni Paolo II, il 27 novembre 1978, la nominò consul- tore della Sacra Congregazione per il Clero e successivamente anche per la Congrega- zione per l’Educazione Cattolica, nomine che lei accettò, collaborando con la sua nota competenza. Anche nella CEI ha par- tecipato ai lavori della Commissione che si è occupata dell’insegnamento della religio- ne cattolica nella scuola statale ed è stato membro consultore per la Pastorale scola- stica. Ha portato avanti il progetto della parità scolastica, come garanzia di effetti- va libertà di educazione nel nostro Paese, fino all’approvazione del disegno di legge, da parte del Parlamento, durante il perio- do in cui era Ministro della P.I. l’on. Luigi Berlinguer. Di lei si può ben dire che ha trascorso la sua vita a completo servizio della scuola im- pegnandosi nella difesa dei diritti dei docen- ti e degli alunni. LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 10

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