Auguri Cesarina Checcacci SU n. 3-4 2011

LA SCUOLA E L’UOMO numero 3-4 anno LXVIII marzo-aprile 2011 8 zione umana e «risorse» preziose per una re- lazione educativa che sia «maieutica» di personalità coscienti, libere, responsabili, fraternamente solidali. Certo ciò deve essere realizzato in dina- mica «parentale» con la figura maschile-pa- terna, che se dovesse venire meno creerebbe un deficit anche a livel- lo di sistema sociale di formazione, perché a fronte di un autoritari- smo maschilistico si an- drebbe a finire in un mammismo che non apre alla realtà e alla trascendenza della rela- zione educativa. Il riferimento alla Madonna, madre e an- cella del Signore, è evangelicamente sem- pre bilanciato dalla pre- senza e dalla azione pa- terna di san Giuseppe (che - secondo Lc 2,48 - fa dire alla Madonna: «Figlio … tuo padre e io … ti cercavamo»). Ma la nostra Cesarina Checcacci, ha an- che incarnato cristianamente anche un’altra peculiarità «sistemica»: quella dell’associa- zionismo professionale di cate- goria e del leaderato in essa. La vita del sistema sociale se non il «corporativismo» o il «consociativismo», certamente richiede la corresponsabilità e l’impegno partecipativo per la realizzazione del «bene comu- ne». A livello di sistema educa- tivo sociale di istruzione e educazione si invoca la neces- sità di alleanze tra agenzie so- ciali di formazione e di patti educativi tra comunità educa- tive e rispettivi soggetti-mem- bri (e di sostegno economico- politico per una sua positiva attuazione!). L’associazionismo professio- nale trova in questo quadro un suo primario significato, sep- pure non esclusivo. Fare in mo- do che il multi-finalismo asso- ciativo sia realizzato al meglio è certamente frutto di una buona leadership. * * * L’UCIIM, che pone statuta- riamente la missione educati- va come fine ultimo del pro- prio essere associativo -e in ciò intende concretizzare la sua fondativa ispirazione cristiana- ha trovato nella Cesarina Checcac- ci la prosecutrice idea- le del fondatore Ge- sualdo Nosengo e della sua «vocazione-missio- ne» educatrice. Ricordare allora Ce- sarina Checcacci è, per- tanto, ringraziarla e as- sicurarle l’impegno di continuare fattivamente la sua opera. Lo auguro a tutti noi! Con i sensi più vivi di condivisione e di impe- gno. Don Carlo

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