Marzo 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 3 - Marzo 2020 XII L’ attuale epidemia causata dalla diffu- sione del coronavirus con una elevata possibilità di contagio e le restrizioni imposte dalle autorità alla normale vita del- la persone hanno creato in tutti uno stato di inquietudine e di incertezza. La rapida diffusione del contagio ed i rischi di salute che esso comporta, hanno avuto delle con- seguenze forti sia nella psicologia dei singoli sia nella vita sociale, economica e politica, sia nel governo chiamato a fronteggiare que- sta emergenza. Le epidemie, causate da batteri o da vi- rus, sono purtroppo una costante nella storia dell’umanità: di tanto in tanto riappaiono, ci richiamano drammaticamente la fragilità della nostra vita, ci costringono a riposizio- nare la scala dei valori su cui orientare le nostre scelte. È possibile anche, analizzando varie pe- stilenze descritte da autori greci, latini ed italiani evidenziare alcune costanti. Omero La prima pagina del primo libro della no- stra letteratura occidentale, l’Iliade si apre proprio con la descrizione della peste che colpisce l’esercito greco. È descritta come «un morbo maligno», collegata cioè al male presente nel mondo, frutto anche delle pas- sioni umane, dell’egoismo di Agamennone, che rifiuta con insulti di consegnare a Crise, sacerdote di Apollo, la figlia Criseide sua pri- gioniera e schiava, scatenando la vendetta del dio. Il dio della luce e della vita scende dall’Olimpo, si trasforma nel dio della notte e della morte, « simile a fosca notte » e con un’azione irresistibile, implacabile e veloce colpisce dapprima gli animali, poi in gran numero fa perire gli uomini e le pire fune- bri si accendono ovunque per tutto il campo acheo. Nella mentalità di Omero la peste è do- vuta ad una punizione divina per un’offesa fatta al sacerdote di Apollo, che manifesta in questo modo la sua collera improvvisa. È necessaria pertanto una riparazione che pas- sa attraverso un bagno rituale, il sacrificio di tori e di capri, la restituzione di Criseide al padre e la sua preghiera di intercessione al dio. Solo così la pestilenza ha termine. L’interpretazione religiosa del morbo, at- tribuito ad una punizione divina per colpe morali, che esige pertanto una riparazione ed una preghiera alla divinità, si ripresenta nella coscienza popolare antica e moderna. Tucidide Famosa nella storia è stata la peste di Atene del 429 a. C. nel contesto della guerra del Peloponneso. Lo storico Tucidide riporta che Pericle, che conosceva la superiorità militare sparta- na in terra, e confidava nella superiorità di Atene sul mare, aveva deciso di raccogliere tutta la popolazione dell’Attica, fra le grandi mura. Nell’estate di quell’anno gli Spartani ripresero a devastare sistematicamente il territorio. Pochi giorni dopo scoppiò la pe- ste. Tucidide da buon storico si informa del- ALCUNE RIFLESSIONI LETTERARIE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS P. Giuseppe Oddone, Consulente ecclesiastico nazionale
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