Marzo 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 3 - Marzo 2020 XI radicalmente le nostre abitudini, le nostre relazioni, il nostro modo di lavorare. Ma la storia testimonia alcune deplorevoli implica- zioni sociali delle pandemie del passato. Se- condo Tucidide durante la peste di Atene si verificò la completa scomparsa dei costumi sociali virtuosi. La peste causò anche dubbi di ordine religioso. Dal momento che la ma- lattia aveva colpito anche quanti coltivava- no la pietà verso gli dei, la gente si sentiva abbandonata da essi e sembrava che non si ricavasse alcun beneficio dal loro culto. Un altro motivo per la mancanza di un compor- tamento onorevole era la contagiosità della malattia. Tucidide afferma che le persone cessarono di temere la legge in quanto senti- vano di vivere già sotto una condanna a mor- te. Allo stesso modo, la gente iniziò a spen- dere il denaro indiscriminatamente. Molti ritenevano che non avrebbero vissuto abba- stanza a lungo per godere i frutti di un sag- gio investimento, mentre alcuni tra i poveri improvvisamente divennero ricchi ereditan- do la proprietà dei loro parenti. Si registrò inoltre che molti rinunciavano a comportarsi onorevolmente perché non si aspettavano di vivere abbastanza a lungo per usufruire della buona reputazione. Hegel scrisse che «l’opera di Tucidide rappresenta il vantag- gio che l’umanità ha avuto dalla guerra del Peloponneso». Ma l’effetto devastante della diffusione di una malattia grave sul compor- tamento sociale e religioso venne documen- tato anche durante la pandemia meglio co- nosciuta come «morte nera». Dichiarare una pandemia può essere po- liticamente gravoso perché può scuotere i mercati, portare a restrizioni più drastiche per i viaggi e il commercio, stigmatizzare le persone provenienti dalle prime regioni col- pite, ma al contempo può stimolare i paesi a prepararsi all’eventuale arrivo del virus. Sembra che questa ultima considerazione non abbia guidato molti paesi, a partire da Cina e Italia, e per di più abbia condotto a lungo le autorità di diversi paesi occidentali, tra i quali Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, a comportarsi con scarsa traspa- renza evitando di prendere nei tempi dovuti misure preventive adeguate. Nei giorni scor- si, finalmente, molti paesi hanno deciso di adottare quelle del governo italiano. I provvedimenti per far fronte alla crisi sanitaria ed economica in Italia dovrebbero riguardare: I) Il finanziamento immediato del sistema sanitario per l’aumento del personale e dei posti letto degli ospedali pubblici e privati, per le spese riguardanti i test clinici e per le attrezzature per la prote- zione del personale sanitario. II) Un sussidio di disoccupazione tempora- neo per tutti i lavoratori a tempo inde- terminato o a tempo determinato che rimarranno senza lavoro nei prossimi mesi a causa della flessione dell’attività produttiva. III) Un indennizzo economico alle famiglie messe in quarantena domiciliare. IV) Sussidi e apertura di linee di credito alle imprese che devono sospendere tempo- raneamente l’attività a causa della mes- sa in quarantena del personale o della caduta della domanda da parte dei con- sumatori. V) Assistenza ai minori nel caso di ricove- ro di entrambi i genitori e agli anziani non auto-sufficienti nel caso di ricovero delle persone che li assistono. Aiuti alle famiglie nei periodi in cui le scuole sono chiuse a titolo precauzionale. VI) Infine, è necessario realizzare un piano d’investimenti, relativo ad infrastruttu- re e ambiente, che rilanci l’economia italiana. Nei decreti del Presidente del Consiglio approvati dal Parlamento per lo scostamento di bilancio ci sono sia le misure per sostene- re una moratoria dei crediti alle imprese da parte del sistema bancario sia lo stanziamen- to di risorse per il Servizio sanitario naziona- le, la protezione civile e le forze dell’ordine, misure che consentiranno di sostenere i red- diti e salvaguardare l’occupazione e poten- ziare gli ammortizzatori sociali perché «nes- suno deve perdere lavoro per coronavirus». Ma gli stanziamenti previsti finora non sono sufficienti. Conclusioni L’epidemia globale del virus Covid-19 che, insieme a tanti altri paesi del mondo, ha colpito l’Italia ci ha costretti a cambiare

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