1-2 Gennaio-Febbraio 2025

IX LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2025 sione dell’articolo sulla scuola: l’impegno a preparare una scuola formatrice. Ciò significa impegno a formare insegnanti preparati, desiderosi di aggiornamento continuo, consapevoli della responsabilità insita nel proprio lavoro, sperimentatori di nuovi e vari approcci pedagogici e metodologie didattiche, riflessivi sulle proprie attività, che vorremmo aiutare in questo continuo progressivo percorso di crescita professionale anche con i testi pubblicati ne la Scuola e l’Uomo. Nosengo ribadisce questa impostazione anche in vari punti del Programma dell’Uciim, pubblicato in questo primo bollettino, di cui qui riportiamo a titolo esemplificativo il n. 5: [omissis] fissare criteri che assicurino la preparazione culturale e la moralità professionale di quanti entrano a far parte del corpo insegnante. A questo tipo di formazione spirituale e professionale si sono dedicati, ciascuno secondo la propria sensibilità, anche i presidenti che nel tempo si sono succeduti a Nosengo. le, le serviremo adoperandoci per preparare loro una scuola formatrice.» Vorrei insieme a voi soffermarmi a riflettere su alcune espressioni del testo, che sono a mio parere particolarmente significative per la nostra Unione: • la scuola deve raggiungere l’uomo avendo ben presenti la sua dignità, il suo valore, il suo fine • il nostro proporci non solo come insegnanti ma soprattutto come educatori • l’impegno a preparare una scuola formatrice Queste espressioni sono il fulcro del pensiero espresso da Nosengo e, insieme, esprimono sinteticamente ma con efficacia la specificità del nostro essere insegnanti o dirigenti ucimini. Le prime due espressioni riguardano il rapporto scuola e uomo. La prima è che il discente nella sua dignità di persona integrale è il fine del nostro lavoro e che pertanto la scuola deve saperlo attrarre rispettando e stimolando il suo interesse, la sua partecipazione. Le altre due ci ricordano che noi insegniamo ai giovani che ci vengono affidati ma insieme e, forse soprattutto, li educhiamo ovvero li formiamo come persone, cittadini ed esseri dotati di spiritualità quale che sia la loro fede. Persone con un proprio valore intrinseco, cittadini con una dignità ed esseri spirituali con l’anelito che è in ciascuno di trascendere il qui e l’oggi per sperare e intravedere una dimensione più ampia e superiore. Per noi cristiani questa dimensione è nota ma per chi non lo è, esiste comunque e forte la ricerca verso l’universale. In tutti e due i casi le nostre comuni radici spirituali sono fratellanza, libertà, cultura, uguaglianza, consapevolezza, reciprocità, pluralismo. Soprattutto nella società attuale multi e interculturale è indispensabile condividere la conoscenza e la coscienza di queste radici comuni. Per questo noi insegnanti ucimini, come ci ha insegnato Nosengo, consideriamo la persona dell’alunno quale che sia la sua etnia, la sua religione o assenza di visione religiosa, la sua identità di genere come degna di massima cura e totale rispetto. Considerando la persona come il valore massimo della creazione non potremmo fare altrimenti. Non è un impegno da poco per un docente e questo ci porta all’ultima espres-

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