1-2 Gennaio Febbraio-2026

1 Anno LXXXIII Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2026 EDITORIALE Spes contra Spem Elena Fazi, Presidente nazionale UCIIM creare la pace; la speranza che ci anima è che camminando insieme si possa migliorare la scuola e di conseguenza la società, che per sua natura è una comunità, bisognosa del contributo di tutti. Il compito della scuola è, dunque, preparare i giovani alla vita; è permettere a ciascun alunno di scoprire chi è e acquisire la consapevolezza che a lui è riservato un posto speciale nel mondo: per tutti, infatti, la promessa è quella di vivere una vita piena, cioè densa di significato, all’altezza dei propri desideri di bene. La scuola deve spalancare il presente al futuro, deve permettere ai ragazzi di scoprire le loro aspirazioni e di vederle realizzabili già a partire dal lavoro scolastico e attraverso il rapporto con gli educatori; deve cioè fare in modo che i giovani acquisiscano una piena fiducia nei confronti del presente per essere proiettati al futuro, che del presente si nutre, e sentano una stima e una fiducia sincere da parte di coloro che li accompagnano nel percorso educativo. La speranza contro ogni speranza non è un concetto astratto; è la condizione, la premessa per una vita lieta coltivata sin dal principio del percorso educativo. In questo percorso i giovani devono essere accompagnati a scoprire le proprie capacità personali, a riconoscere i propri talenti, che Sant’Agostino chiama disposizioni, di cui sono spesso portatori inconsapevoli: intelligenza, empatia, perseveranza… Per educare alla speranza occorre costruire occasioni in cui sia possibile sperimentare una sincera passione per ogni individuo e il gusto pieno della vita. Solo così il futuro diventerà la prospettiva di un’esistenza che ha Buongiorno e benvenuti a tutti. Per prima cosa desidero sottolineare con gioia che questo è il quarto convegno che realizziamo insieme. Quattro associazioni professionali del mondo della scuola Aimc, Diesse, Disal, Uciim e una dell’università, Aidu. Cosa ci unisce? Innanzitutto, una grande stima e un gran rispetto reciproci e un comune interesse vitale: i giovani e la società o meglio la crescita dei giovani nel mutare della società. Il presente della scuola è il futuro della società alle prese con una trasformazione epocale. Lavorando insieme per costruire il loro futuro, ognuno di noi e delle nostre associazione porta il proprio contributo in libertà ma con lo sguardo volto a un orizzonte di senso che condividiamo. Per questo in questa occasione e, speriamo, nelle future, siamo aperti con piacere ad altre adesioni e apporti il SIESC FEEC, la Rete Insegnanti Italia e l’AGeSC, orientati al nostro fine di operatori e cocostruttori di una società giusta, equa e solidale: chiave di volta dell’impegno in ambito educativo. Come ci ha ricordato papa Francesco nell’ultimo incontro. La scuola ha bisogno di questo! Sentitevi chiamati a elaborare e trasmettere una nuova cultura, fondata sull’incontro tra le generazioni, sull’inclusione, sul discernimento del vero, del buono e del bello; una cultura della responsabilità, personale e collettiva, per affrontare le sfide globali come le crisi ambientali, sociali ed economiche, e la grande sfida della pace. A scuola voi potete “immaginare la pace”, ossia porre le basi di un mondo più giusto e fraterno, con il contributo di tutte le discipline e con la creatività dei bambini e dei giovani. Mai come in questo momento dobbiamo tutti immaginare

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