La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 7 Carmen Campo, Vice presidente vicaria UCIIM Sicilia 8 GENNAIO 2021: 100 ANNI DALLA NASCITA DI LEONARDO SCIASCIA, LO SCRITTORE ED IL MAESTRO tra cui Sciascia, che conosceva e del quale aveva condiviso, in parte, le idee politiche. Ricordo il parallelismo con il cinema ed il pensiero neo-realista, del quale lo vedeva erede, con la musica, ed in particolare con il cantautorato italiano di denuncia, con la cultura della metà del Novecento. Ma vorrei parlarvi, soprattutto, del mio secondo incontro, da dirigente che arriva a Racalmuto, carica di anni e di esperien- ze, e ritrova nei «vissuti» banchi dell’Aula «Sciascia», nei registri nei quali era alunno e in quelli da insegnante, il Maestro. Avevo inizialmente pensato all’Aula «Sciascia» come ad una fittizia rievocazione storica, per poi ricredermi, allorché, immer- sa nelle antiche suppellettili (abecedari illustrati, regoli, pallottolieri, consunte carte geografiche, quaderni ingial- liti), stimolata dalla potente forza evocativa di quegli ar- redi, carichi di storia, ho vo- luto ripercorrere le pagine del romanzo di esordio «Le par- rocchie di Regalpetra», con le sue puntuali «Cronache scola- stiche», per rivedere, attra- verso le pagine del romanzo, quella porzione della carriera professionale dello scrittore racalmutese che lo ha visto maestro elementare, con gli occhi non più della giovane li- ceale, ma della donna di scuo- la, che ama il suo lavoro, che ama una terra, la sua, che serve con dedizione e lealtà, a caccia di affinità e differenze e, soprattutto, di autenticità. Avevo apprezzato Sciascia come lucido e critico osservatore delle storture sociali di M i accingo a raccontare il «mio» Sciascia, nella qualità di dirigente scolastico della scuola nella quale il aestro ha insegnato e che oggi porta il suo nome, ma anche di donna siciliana che si è nutrita, negli anni della sua formazione, tra gli altri, del pensiero sciasciano. Ricordo il primo approccio: «Il mare colore del vino» alle medie, per trattare il tema dell’emi- grazione, e poi al Ginnasio, gli appassionati confronti tra compagni di classe sui romanzi della maturità «Il giorno della civetta», «Il Consiglio d’Egitto», « A ciascuno il suo», «La scomparsa di Majorana», guidati nell’anali- si e nello studio del pensiero politico e cul- turale da un’illuminata docente di lettere. Era un’eresia per la mia brava professores- sa del Ginnasi, studiare la letteratura senza conoscere i testi, discutere criticamente di un autore, senza averne ripercorso le pagi- ne, così ci stimolava ad approfondire, leg- gendo i romanzi e i saggi, di diversi autori,
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