La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 35 nel video messaggio trasmesso il 15 ottobre 2020 nel corso di un evento alla Pontificia Università Lateranense, ha rilanciato il pro- getto di un Patto globale per l’educazione ( Global Compact on Education ) come via fon- damentale per costruire un mondo più frater- no e solidale, in pace e giustizia. « Educare è scommettere e dare al presente la speranza che rompe i determinismi e i fatalismi con cui l’egoismo del forte, il conformismo del debole e l’ideologia dell’utopista vogliono imporsi tante volte come unica strada possi- bile… Noi riteniamo che l’educazione è una delle vie più efficaci per umanizzare il mon- do e la storia. L’educazione è soprattutto una questione di amore e di responsabilità che si trasmette nel tempo di generazione in generazione. L’educazione, quindi, si pro- pone come il naturale antidoto alla cultu- ra individualistica, che a volte degenera in vero e proprio culto dell’io e nel primato dell’indifferenza». Trattasi di una grande responsabilità, espressa quotidianamente da questo profon- do cambiamento, che travolge e, sovente, sconvolge gli operatori della scuola, pronti a produrre un allentamento del disagio edu- cativo delle nuove generazioni attraverso un processo di adaptability della sfera educati- va. Preziose le parole di Don Bosco « Educare è cosa del cuore », l’unica chiave per liberar- ci da un sistema che ci percepisce come nau- fraghi incerti e indifferenti che, nonostan- te tutto, ci fa fruire di apprendimenti i cui contenuti oltrepassano mascherine e visiere restando durevoli nel tempo senza far diven- tare l’atto educativo una mission impossible. cadute, dai fallimenti, dalle sconfitte, dagli smarrimenti. Ogni processo autentico di for- mazione non è mai un percorso lineare, privo di interruzioni o di avversità, non è mai come percorrere un’autostrada vuota. Il movimen- to proprio di ogni formazione è spiraliforme e riguarda innanzitutto la capacità di rispon- dere alla ferita e al trauma» (La Repubblica, « No alla Generazione Covid» , 23/11/2020). A noi docenti il compito di riscoprire i nessi profondi tra scuola e « cura », ricordando che l a missi on della Scuola è promuovere proces- si di f ormaz ione ah hoc al fine di « dare forma generativa alla vita» di ogni alunno. Il nostro impegno educativo deve esplicitarsi non in modo ideale ma reale; dobbiamo essere co- stantemente «connessi» per prenderci cura dei nostri studenti, aiutarli a ricostruire un intenso legame con la vita, a superare la so- litudine e il senso di smarrimento, a trasfor- mare la paura in resilienza ed opportunità, inviando il messaggio che « noi esseri umani siamo fatti per nascere più volte. È sempre possibile ricominciare» (Massimo Recalcati, « Messaggio agli insegnanti» , 10/07/2020) . Questa è la sfida per tutti gli operatori del- la Scuola: essere educatori significa essere scultori del benessere delle nuove generazio- ni, che non meritano di vivere un momento storico caotico, incerto e confuso, a cui è viene fornita un’unica chance: aggrapparsi al docente che resta la sola ancora di salvezza, garante della tutela del diritto all’istruzione (l’art. 34 della nostra Costituzione: « La scuo- la è aperta a tutti… » sempre, sia in presenza che a distanza. Per restare in tema, anche Papa Francesco Foto da: https://www.vaticannews.va

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