La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 34 R iflettere sulla rilevanza semantica del verbo « educare » risulta, oggi più che mai, essenziale, in questo momento storico, caratterizzato da una vera e pro- pria emergenza educativa . Educare implica l’azione di lasciare un segno nel discente, pertanto, co-esiste una forte correlazione tra educare e in- segnare. Esaminando, nel Vocabolario Treccani, il significato di educa- re , si evince che è un verbo di provenienza latina: educĕre «trarre fuori,allevare», com- posto d i e-ducĕre «trarre, condurre» : 1. In generale, promuovere con l’insegnamento e con l’esempio lo sviluppo delle facoltà intel- lettuali, estetiche, e delle qualità morali di una persona, specialmente. di giovane età. 2. Sviluppare e affinare le attitudini e la sensibilità (in modo assoluto o dirigendole verso un fine determinato) . Scomponendo nella lingua inglese « EDU+CARE » permette di ottenere il se- guente risultato semantico: education (edu- cazione) + care (cura o meglio to take care of, prendersi cura); ne scaturisce la consi- derazione che il docente compie l’azione di prendersi cura dello studente, educandolo, in cui il comune denominatore resta, indub- biamente, quello della cura e del benessere dell’altro. In questo particolare periodo, contraddi- stinto da profondi cambiamenti epocali che hanno coinvolt o sine modo la scuola, l’eco- nomia, la società, l’atto dell’educare implica una radicale innovazione del metodo di inse- gnamento in cui ciascun docente s’imbatte quotidianamente. Si è passati dalla DAD alla DDI, che ha permesso agli operatori scola- stici di integrare metodologie diversificate, finalizzate a soddisfare i bisogni formativi di un’utenza in presenza ed on line . A tal pro- posito, non si può non condividere il pensie- ro di Heidegger, noto filoso- fo tedesco, sulla «macchina» che, con innegabile consape- volezza, ci invita con atten- zione « a pensare la tecnolo- gia perché la tecnologia non pensa ». Ogni educatore, fru- itore della tecnologia,imbar- cato ne l mare magnum della rete, ha il bisogno prioritario di pensare ad una nuova ri- modulazione della didattica che includa, ovviamente l’a- spetto tecnologico, ma che necessita di essere priva di lamentele, di evidenti caren- ze di sistema e di docenti senza un‘adeguata formazione. Non c’è più tempo per alcun formalismo; è il tempo della pragmaticità in cui, come asserisce lo psicanalista Massimo Recalcati, la DDI è l’unico ponte utile a mettere in re- lazione la scuola con l’alunno: « la didattica a distanza è la sola forma di resistenza pos- sibile alla violenza del virus. Non è l’ideale ma è un reale. I maggiori effetti formativi si generano non a partire dai successi o dal- le gratificazioni, dalle prestazioni mirabili o dalle affermazioni senza intoppi, ma dalle EDUCARE AL TEMPO DEL COVID19: UNA MISSION IMPOSSIBLE ? Maria Grazia Gravina, Presidente sezionale UCIIM Polignano
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