La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 31 I rapporti economici e produttivi, i modi di vivere e di comunicare delle persone stan- no cambiando in tempi sempre più velo- ci. Nuovi equilibri e squilibri internazionali si affacciano sulla terra. Nuove tecnologie stanno trasformando l’attività e l’operare umano, i cambiamenti si diffondono anche in attività culturali, nel tempo libero e nei rapporti personali; la gestione delle informa- zioni diventa un elemento fondamentale di produttività; e tali cambiamenti modificano conoscenze e competenze. Di fronte a questi mutamenti la scuola ap- pare chiusa e distante. Esistono certo ragioni di questa divaricazione tra scuola e società: la scuola, e la scuola di base in particola- re, non deve essere un luogo in cui vengono assecondati acriticamente i vari mutamenti sociali, produttivi e culturali. La scuola è un luogo di formazione e promozione persona- le, in cui fornire una preparazione di base, dare gli strumenti necessari per una lettura critica della società, esplorare le radici ed i fondamenti storici della nostra cultura. La scuola di base opera, appunto, sulle basi e sul retroterra per cui la formazione specifica va lasciata ad altri momenti istituzionali o professionali. Ma oggi lo sviluppo di una for- mazione ed una coscienza critica, in grado di comprendere ciò che sta avvenendo e di favorire un inserimento critico negli attuali rapporti, deve fare i conti con le trasforma- zioni in atto. Questi cambiamenti riguardano i diversi modi di pensare ed operare; se la scuola non intende delegare la formazione di base ad altre istituzioni, che pure esistono ed operano ( come il digitale, la stampa, la tele- visione o il cinema), allora deve confrontarsi con i modi di produrre oggi cultura e di fare formazione. Se la scuola resta estranea a tali problemi appare inutile. Una delle capacità emergenti richieste a un cittadino è saper comunicare ed interagi- re usando una grande quantità di linguaggi. Da una parte gli scambi internazionali ren- dono sempre più importante la conoscenza di linguaggi di altre nazioni (oltre alla lin- gua madre), dall’altra in questi anni si sono sviluppati una molteplicità di nuovi linguaggi specialistici e formalizzati, di importanza sempre maggiore nella comunicazione pro- duttiva e culturale: sono i linguaggi infor- matici, economici, tecnologici, dei mezzi di comunicazione. Ma anche una grande varietà di codici non basta: lo scambio e l’interazio- ne crescente tra i diversi settori produttivi e professionali rende insufficiente il possesso specialistico di un determinato codice, men- tre diventa sempre più importante sapere tradurre da un codice all’altro; ad esempio trasformare una comunicazione informale, espressa in modo grafico, in un linguaggio divulgativo; occorre saper cambiare il codice anche il canale e il registro della comunica- zione. L’uso e la scelta di tra i diversi codici è forse una delle principali capacità che la scuola deve promuovere. Capire ed esaminare le situazioni Un altra esigenza del cittadino è la capa- cità di «modellizzazione»: saper sintetizza- re molte diverse situazioni. Gli avvenimenti QUALI SONO I COMPITI DELLA SCUOLA IN UNA SOCIETÀ CHE SI RINNOVA Elia Centorbi, Docente di Lettere
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=