La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 26 ripetuto dall’alunno il sapere del docente). E si dischiudono gli albori di una antropologia e di una didattica «generativa», che rispetta e valorizza l’umanità di ciascuno e di tut- ti. In un’epoca storica come l’attuale, in cui i drammi delle periferie a livello umanita- rio e ambientale, non riguardano solo chi è lontano, ma tutti, si scopre la necessità e la convenienza di un rinnovamento della visio- ne del mondo, in cui siamo tutti parte di una stessa umanità. Homo sum, nihil humanum a me alienum puto (4). Un’autentica attenzione alla fragilità di- venta, pertanto, a livello di organizzazione scolastica e di didattica, la tessera, proba- bilmente la più importante (essendo proiet- tata al futuro), di un ormai (o finalmente) necessario rinnovamento in direzione della sostenibilità educativa, ambientale e sociale. In tal modo la scuola nel suo insieme può approfondire la sua missione, contribuendo a superare fino in fondo la cultura dello scarto ed elevando «quel livello di civiltà del po- polo che - parafrasando il presidente della Repubblica Mattarella (5) - si misura dalla ca- pacità di assicurare per tutti, a partire dalle persone con disabilità piena inclusione, pari opportunità, diritti e partecipazione». sta nell’impianto culturale che sottende sia (probabilmente) le intenzioni del legislato- re (o quantomeno degli estensori delle linee guida) sia le indicazioni didattiche declinate in chiave di personalizzazione degli appren- dimenti, arricchite da proposte e approcci aperti a «molteplici forme di fruizione-som- ministrazione-valutazione». Ed è a questo livello che si esplicita il valore universale di quel delicato passaggio, nettare della pro- fessionalità e della responsabilità educativa, che dalla cognizione e dalle attenzioni ver- so la persona fragile si espande sulla consa- pevolezza delle fragilità di tutti, sui diversi stili di apprendimento, di espressività e di potenzialità creative. Riemerge ancora una volta il valore universale della sfida dell’in- clusione, che pur lanciata da chi più in dif- ficoltà, rappresenta le istanze di tutti. E qui risuona «l’essere tutti nella stessa barca» e la dimensione della «convenienza» di una visione inclusiva, che spalanca orizzonti cul- turali e di ricerca di benessere per tutti. È qui che si intravede, a livello educativo, il tramonto di un «paradigma esistenziale ed educativo» basato su approcci competitivi e confermativi di saperi cristallizzati (penso a quella diffusa didattica che vuol sentire solo (4) La frase è di Publio Terenzio Afro che la usò nella sua commedia Heautontimorùmenos (Il punitore di sé stesso, v. 77) del 165 a.C. (5) Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità; Roma 3.12.2020
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