La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 24 Linee guida. Le Linee guida predisposte costituiscono un valido strumento per la redazione e com- pilazione del PEI, con una ricognizione e si- stematizzazione dei numerosi provvedimenti normativi, che si sono susseguiti nel tempo sui diversi aspetti dell’ordinamento scolasti- co, con particolare riferimento agli alunni con disabilità. Di particolare interesse e stimolo all’inno- vazione e creatività didattica è la «Sezione 6 Osservazione sul contesto: barriere e faci- litatori». Viene qui esplicitata la prospetti- va bio-psico-sociale alla base di ICF CY, che identifica, nei fattori contestuali, due grandi ambiti, che interagiscono tra di loro: fatto- ri ambientali (estrinseci ed esterni all’alun- no/a) e fattori personali (intrinseci ed «inter- ni»). Entrambi i fattori sono in relazione con le Funzioni del Corpo, le Attività Personali e la Partecipazione sociale, migliorandone o rendendone possibile il funzionamento (fa- cilitatori) oppure ostacolandolo (barriere). La descrizione del «Contesto» diventa pro- pedeutica a quella indispensabile «messa in gioco» della personale creatività responsabi- le dei docenti: «Partendo dalla constatazio- ne che negli ambienti dell’apprendimento la diversità individuale è la regola e non l’ecce- zione e che l’istruzione dovrebbe orientarsi considerando le variabili e non un livello di apprendimento standard, è opportuno va- lorizzare due strategie di intervento». Che vengono identificate nella didattica flessibile e nelle proposte ridondanti e plurali (rinforzi visivi e coinvolgimento plurisensoriale). In queste ultime osservazioni è evidente come una sapiente e competente attenzio- ne al disagio possa costituire una risorsa straordinaria per la generale innovazione della didattica caratterizzata da consa- pevolezza e flessibilità per l’intera classe, che faccia propria la personalizzazione degli apprendimenti e la valorizzazione della creatività degli insegnanti . Formazione. Una lettura attenta dell’intera documen- tazione, accompagnata da una consapevole padronanza e previsione della ricaduta e dei processi che accompagnano la elaborazione e la gestione ottimale del PEI, non dovrebbe zionale»: difficilmente, in piena pandemia e avvio della campagna vaccinale nazionale gli uffici sanitari locali, potrebbero impegnarsi efficacemente per attrezzarsi al nuovo com- pito richiesto. GLO e partecipazione della famiglia. Va apprezzato che tale organo, centrale nell’elaborazione del PEI, è composto dal tutti i docenti del consiglio di classe, pre- cisandosi, ancora una volta avvertendosene -evidentemente- la necessità, che l’alunno con disabilità è alunno di tutti i docenti e che il docente di sostegno è docente della classe. «A pieno titolo» ne fa parte l’Unità di Valutazione Multidimensionale (redattri- ce del Profilo di Funzionamento). Rispetto alla famiglia, purtroppo, ci si limita ad af- fermarne la sola «partecipazione». Inoltre, il «Dirigente scolastico può autorizzare, ove richiesto la partecipazione di non più di un esperto indicato dalla famiglia», precisando- si inoltre che «la suddetta partecipazione ha valore consultivo e non decisionale». Emerge ancora una volta un atteggiamento «scuola- centrico» e una vaga resistenza alla piena valorizzazione del ruolo della famiglia e di quelle figure esterne spesso fondamentali nel supporto e nella crescita delle persone con disabilità. Assegnazione ore sostegno e assistenza. Particolarmente critico il ruolo della «Tabella Fabbisogno e Risorse professiona- li per il sostegno didattico e l’assistenza» (allegato C1), che propone in alternativa al vecchio automatismo (caratterizzato dal «rapporto sinallagmatico tra situazione di gravità e rapporto 1:1) un nuovo automati- smo per la quantificazione delle ore di so- stegno, di assistenza specialistica, ma senza cambiarne la logica. La necessità delle ore di supporto per l’anno successivo non do- vrebbe valutarsi solo in base all’analisi del raggiungimento degli obiettivi didattici, di autonomia e di comunicazione dell’anno concluso, ma anche in base alle attese e agli investimenti progettuali per gli anni succes- sivi e per il progetto di vita dell’alunno con disabilità. Inoltre, come partner di questa valutazione non dovrebbe essere esclusa la famiglia, che anche in questa procedura ri- sulterebbe svalutata.
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