La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 22 Oltre la cultura dello scarto I recentissimi richiami di Papa Francesco a uscire dalla «cultura dello scarto», sia es- so il comune atteggiamento difensivo verso l’immigrato o la commiserata e pietistica percezione della persona povera o disabile, costituiscono una sfida al pensare e all’agire comune, in particolare per chi si occupa di processi educativi. Si insinua progressivamente nelle coscien- ze, anche se in diverse modalità, la consa- pevolezza dei limiti di una civiltà caratteriz- zata da uno sfrenato individualismo, basata sul possesso, sul potere, legata prevalente- mente al paradigma «produzione e consumo» e alle conseguenti dinamiche competitive e distruttive, tanto negli ambienti naturali quanto in quelli sociali, a discapito del «bene comune». L’intenzione di questa riflessione è rimar- care nei contesti scolastici e, più in gene- rale, educativi e formativi, la necessità di un auspicabile nuovo corso nella cura delle persone, affinché, a partire dai soggetti più fragili, si riconoscano le fragilità di ciascuno. Superando la logica di un generico pieti- smo, o peggio l’intenzione di creare opportu- nità lavorative per il personale specializzato, l’auspicio è che le fragilità e la conseguente necessità di personalizzazione dei percorsi didattici e formativi costituiscano un aspetto importante di una sfida culturale «epocale» tesa al bene di tutti. È evidente, in queste note, il richiamo al- le grandi preoccupazioni che animano le ul- time encicliche «Laudato sí» e «Fratelli tutti» e gli eventi mondiali del « Global Compact for Education » e « Economy of Francesco ». La tensione che anima il nuovo PEI e che va accolta nelle sue potenzialità, sta nel sollecitare ed evidenziare la responsabilità verso la fragilità, intesa non come una per- formance residuale, affidata -come preva- lentemente è accaduto sinora- ad un addetto (insegnante) di sostegno e alla tolleranza del team docente e della classe, ma come una attenzione complessiva di tutti, sia a livello orizzontale (la classe e tutto il team docen- te) che a livello verticale (interistituzionale: sanità, scuola e sociale). È questo un cammino che deve ancora esplorare tutta la fecondità dei suoi sentieri; questi non passano solo dalla acquisizione di competenze tecniche, che da sole non ba- stano a dar conto del valore delle dimensioni esistenziali se non incontrano «le ragioni del cuore», dell’essere e delle sue infinite po- tenzialità. Quest’ultimo -è qui il passaggio cruciale- non possono costituire un optional , ma sono un essenziale dell’educazione di tutti, che deve incontrare nei docenti e ne- gli operatori la motivazione, la creatività, il prendersi cura della «vita» nella molteplicità delle sue dimensioni. Solo in questa direzio- ne sarà possibile scoprire nuovi tesori, il cui valore potrà dispiegarsi dal livello cognitivo a quello relazionale, offrendo all’esperien- za della classe, guidata da docenti motivati, quell’indispensabile vitalità che sola può ge- nerare creatività, pienezza e senso. Il nuovo PEI Il 13 gennaio scorso, dopo il passaggio al Consiglio Superiore dell’Istruzione, con una nota del Ministro dell’istruzione (1) viene trasmesso alle scuole il decreto sul Piano NUOVO PEI: OCCASIONE DA VALORIZZARE Franco Lorusso, Dirigente scolastico - socio della sezione di Bari (1) «Modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno e nuovo modello di PEI ai sensi dell’ Art. 7, comma 2-ter del decreto legislativo 66/2017. Decreto del Ministro dell’istruzione 29 dicembre 2020, n. 182
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