La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 15 rimarca il ruolo primario dell’Osservatorio nazionale per l’edilizia scolastica e l’entrata in vigore dell’Anagrafe edilizia scolastica. Segue l’innovazione delle metodologie di- dattiche e degli ambienti di apprendimento, che significa modernizzazione, in un percorso di crescita costante attenta ai suggerimenti dell’evoluzione tecnologica, ma anche adat- tamento alla nuova realtà che ci circonda, sempre più aperta al web come strumento alternativo o complementare alla formazio- ne tradizionale, alla lezione frontale classi- ca. Appare ovvio che il quadro internazionale della pandemia acuisca l’incidenza del punto in oggetto, difatti la ministra parla del po- tenziamento delle infrastrutture per l’ap- prendimento a distanza, già apparso fonda- mentale per dare continuità nel periodo di sospensione dell’attività didattica. Molto importante il quarto punto, ovve- ro il miglioramento dell’offerta formativa, annessa alla riduzione del gap formativo tra mondo della scuola e del lavoro e valorizza- zione del rapporto con l’università e la ri- cerca. In sintesi, la scuola non deve essere un mondo a sè, pur orgogliosamente profi- cuo nel suo scopo di formazione culturale e umana, ma deve essere sempre più integrato con la realtà professionale o di prosecuzione degli studi che attende gli studenti dopo il compimento del ciclo. Un ruolo strategico rivestirà l’orientamento. Saranno previsti, per gli istituti tecnici superiori, percorsi post diplomi che avviino i giovani alle realtà pro- duttive territoriali. Anche a tal fine, naturalmente, è prezio- so il contributo di quanti permettono quo- tidianamente la crescita culturale e umana all’interno delle scuole, professionisti scelti in base a competenze sempre più raffinate e complete e in numero adeguato, a loro vol- ta guidati nell’aggiornamento: pertanto tra i punti emerge l’incentivazione dei proces- si di reclutamento, formazione e valorizza- zione del personale scolastico. L’auspicio è che l’ingresso di nuove professionalità non sia più «straordinario» e che i criteri me- ritocratici si radichino ancora di più, che venga garantito il turnover e scongiurato il precariato. Ma al di là dell’ingresso, conta la formazione legata all’intero arco di vita professionale, prevista dalla contrattazione con le differenti articolazioni dei bisogni da soddisfare e delle aspettative della società nel suo complesso». Entrando nel dettaglio, la prima priorità indicata è «contrastare la dispersione sco- lastica, promuovere l’inclusione e l’equità complessiva del sistema educativo naziona- le». Al fenomeno, la ministra è sempre ap- parsa sensibile e lo è maggiormente adesso che le fasce deboli, per effetto della pan- demia, appaiono ancora più a rischio. Può capitare che ci siano casi di abbandono, spe- cie nei contesti dove le sofferenze socio-e- conomiche si acuiscono, o che si registrino dei dislivelli di preparazione e possibilità destinati a lasciare traccia quanto tutto, e non si sa quando, sarà finito. Giusto perciò concentrarsi sul tema, particolarmente sen- tito nel nostro Paese dove la percentuale di abbandono oscilla attorno al 15%, superiore a molte realtà europee. Interessanti i punti in cui si parla della promozione dell’attività sportiva in ambito scolastico e dell’acquisto di ausili didattici per l’inclusione di studenti con disabilità. A quest’ultimo fine è volto an- che l’incremento degli insegnanti di sostegno e le progettazioni educative individuai in cui coinvolgere, sempre di più, le famiglie. Il secondo obiettivo è quello di «definire una relazione virtuosa tra edilizia scolasti- ca e benessere collettivo», sottendendosi l’elaborazione di un piano che aumenti i fi- nanziamenti diretti alla realizzazione degli interventi necessari. Si punta alla riqualifi- cazione delle strutture scolastiche esisten- ti, investendo per l’adeguamento sismico, la messa in sicurezza, la manutenzione e la riqualificazione energetica, e alla realizza- zione di edifici innovativi e di opere infra- strutturali diretti a migliorare la qualità degli ambienti di apprendimento. Si profileranno quindi strutture progettate secondo principi di sicurezza e sostenibilità, oltreché moder- ne nella concezione di spazi ed usi, preferi- bilmente in parte fruibili da popolazione non studentesca: la condivisione con il territorio moltiplicherà le opportunità di confronto e rafforzerà il ruolo sociale della scuola, ri- ferimento per l’intera comunità. Alla mes- sa in sicurezza, per altro, può essere legata una maggiora trasparenza in relazione alla responsabilità. Interessanti le parti in cui si

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